Archive for the 'reale-surreale' Category

03rd Apr 2008

l’invasione delle bIkee

bikea.jpgA Natale l’Ikea ha regalato una bicicletta a ciascuno dei suoi 6.200 dipendenti in Italia per promuovere l’utilizzo di forme di trasporto sostenibile come valida alternativa all’uso dell’auto privata.  L’obiettivo di lungo periodo dell’azienda: il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente.

Il Ministro dell’Ambiente ha espresso il suo apprezzamento per questa iniziativa, “utile al fine di trasformare la bicicletta in una valida alternativa di spostamento”.

Iniziativa davvero lodevole! Trattasi però di 6.200 biciclette (di marca! prezzo sul mercato 199 euro) PIEGHEVOLI, taglia 31 (!!), ruotini tipo quelli su cui corrono i criceti, cioè microscopici.
Osservate la foto… quella sarebbe una valida alternativa all’uso dell’auto privata????

Le sopracitate personalità dispensatrici di dichiarazioni illuminanti (che come valida alternativa all’auto privata usano le auto blu pagate con i nostri soldi) hanno provato a salirci sopra e a percorrere tre isolati a Genova senza morire d’infarto o 100 metri a Milano senza morire schiacciati da un SUV??
Considerando, poi, che di solito i negozi Ikea non sono ubicati propriamente in ‘centro’, ma in mega aree commerciali periferiche solcate da svincoli autostradali, tangenziali e strade ad alta percorrenza, l’intera operazione mi pare davvero geniale! Sorge addirittura il dubbio che il tutto si inserisca in un piano occulto di ridimensionamento del personale
Insomma, a meno che i 6.200 dipendenti Ikea non si portino le biciclettine sulle loro 6.200 barche a vela e le usino per percorrere il molo e raggiungere il loro Amministratore Delegato che li aspetta per l’aperitivo, le bIkee sembrano essere davvero inutili nella vita quotidiana dei comuni mortali urbani.

Mi chiedo… per quella cifra non potevano regalare una bici, magari un po’ meno di marca, ma con delle ruote normali… insomma una bici utilizzabile?
Risultato: l’obiettivo di breve periodo dei dipendenti Ikea è di sbarazzarsi delle trappolette mortali, tanto che impazzano su internet (s)vendite colossali (a proposito, per chi avesse la barca o un camper lo consiglio, se ne trovano addirittura due al prezzo di una…).

Comunque, dai, non facciamo quelli che si lamentano sempre di tutto, l’idea era davvero buona.
Consiglio ai dirigenti di Ikea Italia di riprovarci il prossimo anno.
Sono sicura che ce la possono fare, magari regalando ai loro dipendenti 12.400 ruote di dimensioni standard.

PS. la bici nella foto è in vendita.

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28th Feb 2008

I’m afraid we can’t…

pd mile.jpg

E no, eddai Uolter, non dire così che poi ci svegliamo di pessimo umore

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27th Set 2007

I furbetti delle FS

treno.jpgCiuff Ciuff. Viaggiando da Genova a Torino con un fiammante Intercity delle Ferrovie dello Stato ho cumulato (anzi HA cumulato) 57 minuti di ritardo.
Siccome avevo miracolosamente la prenotazione del posto, ho potuto “godere” dell’opportunità di chiedere il rimborso previsto per i treni Intercity: 30% del costo del biglietto.

Compilato e spedito l’apposito modulo, ricevo una lettera dove mi si comunica che non è possibile dare corso alla mia richiesta di bonus poiché il ritardo di 57 minuti maturato in corso di viaggio è stato determinato da eventi le cui cause non rientrano tra quelle attribuibili a responsabilità dell’impresa ferroviaria.
E in particolare:
- 54 minuti sono da ascrivere a Eventi accidentali
- 3 minuti sono da ascrivere ad Avverse cause metereologiche

Tre minuti per avverse cause metereologiche?? Che precisione!! Ma chi li prende i tempi alle FS, il team della Ferrari?
Cause metereologiche… avverse? Quel pomeriggio a Genova c’era il sole, a Torino piovigginava fine fine. Se piovigginare = 3 minuti di ritardo quando fa temporale, grandina o nevica che succede? Si torna indietro nel tempo e ci si risveglia nel 1500??
E gli eventi accidentali non attribuibili alla responsabilità delle FS? Se qualsiasi evento (accidentale e non) che avviene sui binari non dipende da strutture, infrastrutture, personale, strumentazioni e organizzazione delle FS, da chi mai può dipendere?? Dagli UFO?

Comunque questa politica delle FS mi piace. Perché è chiaro che se vale per loro, varrà anche per noi.
Vi capita di arrivare tardi alla stazione per eventi accidentali non dipendenti da voi? Es. vi si smaglia una calza e dovete cambiarla, il gatto vomita sul tappeto e dovete pulire, vostro figlio si infila il tappo della bic nel naso e tocca portarlo in ambulatorio prima di andare a lavorare ecc. ecc.
O… tardate per cause metereologiche avverse? Marciapiede sdrucciolevole per nevischio o simili, leggera brezza da nord-est?
Niente paura! Sicuramente potrete salire sul treno e viaggiare comodamente senza pagare il biglietto.
D’altra parte, mica è colpa vostra se avete tardato e non avete fatto in tempo a fare il biglietto!

Prima di provare se è davvero così, ricordo però che le nuove sanzioni di Trenitalia in vigore da questo mese sono di 50 Euro (anziché i precedenti 25) più il prezzo del biglietto a chi venga trovato sprovvisto di regolare titolo di viaggio e paghi contestualmente alla notifica. La sanzione raddoppia qualora il pagamento avvenga entro 15 giorni e quadruplica qualora avvenga tra il sedicesimo e sessantesimo giorno dalla notifica.

Se il pagamento avviene fra il sessantesimo e il novantesimo giorno ti danno gli arresti domiciliari, dopo il novantesimo c’è l’ergastolo. Se però tenete duro e pagate fra il centoventesimo e il centocinquantesimo giorno, vi fanno amministratore delegato delle FS, con l’opzione di passare con onore e lauta buonuscita all’Alitalia se riuscirete a creare un “buco” nel bilancio superiore alla media di quello delle precedenti gestioni.

Chi resiste senza pagare sin dopo il centocinquantesimo giorno rischia, infine, di diventare Deputato.

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29th Mag 2007

Vota Antonio

vota_antonio.jpgGiorno post elezioni. Mazzate a destra e a sinistra… soprattutto a sinistra.
Tanto astensionismo per questa politica distante (anche se quella delle amministrative dovrebbe essere vicina) e arrogante.
Per non morire di tristezza non resta che cogliere l’aspetto folle, surreale e badholicamente ironico della questione.
Se tutto è ormai grigio, noioso e indistinto in questa contrapposizione fra CENTROdestra e CENTROsinistra (insomma CENTRO-CENTRO), non resta che aggrapparci all’ultimo baluardo di speranza: LE LISTE CIVICHE.
Mi sono lanciata come Alice nel Paese delle Meraviglie nel surreale e frizzante mondo delle liste civiche dei paesi sotto i 15.000 abitanti (scoppiettante provincia italiota!)
Siccome non posso stare attaccata al PC tutto il giorno ho guardato solo le liste dei Comuni piemontesi. Ma ce ne sarebbe…
Accanto ai soliti Uniti per questo o per quello ci sono dei veri colpi di genio.
Giuro che è tutto vero.

Letterati: Lista civica Voltiamo Pagina

Delicati: Lista civica Carezza di Aria Nuova

Amanti di Rossella O’Hara: Lista civica Nuovo Giorno in Comune (il Comune è Balangero, non Tara)

Spiritosi e forse sponsorizzati dal Super Attak: Lista civica Uniti per Bene (Lista civica nel Comune di Bene Vagienna)

Contro i sognatori: Lista civica Uniti Concreti

Per i sognatori: Lista civica Verso Nuovi Orizzonti, Lista civica Trana Sarà… (giuro ci sono i puntini, ognuno ci mette un po’ quel che gli pare)

Per la serie “Capre e Cavoli”: Liste civiche Progetto e Realtà, Tradizione e Futuro, Autonomia e Progresso, Ambiente e Progresso, Spiga e Montagna (ehhh?)

Per la serie “Capre e Cavoli”, con livelli di dissociazione mentale particolarmente elevati: Liste civiche Evoluzione nella Tradizione, Tradizione e Nuove Idee

Nostalgici e amanti degli ossimori: Lista civica Fascismo e Libertà

Rivoluzionari: Lista civica Borgo Vive! (con il punto esclamativo, giuro)

Competitivi: Lista civica Serravalle Corre Veloce

Sentimentali: Liste civiche Amare Avigliana, Avigliana nel Cuore (il Comune si trova sugli omonimi laghi, molto romantico)

Per la serie l’amore è cieco: Lista civica Io Amo Trino

Ripetitivi (Fenestrelle è un comune di montagna, ci deve essere l’eco): Liste civiche Viva Fenestrelle Viva, con Fenestrelle per Fenestrelle

A favore dei DICO: Lista civica Cambiamo con Gays

Amiconi: Lista civica Stretta di Mano (alle prossime elezioni voglio candidarmi capolista nella lista civica ‘Mano sul Culo’ per lottare contro la piaga delle molestie sul luogo di lavoro)

Buonisti: Lista civica Colomba con Ramo d’Ulivo (ci mancava il ‘bambino che piange’ e ‘il gattino bagnato du du da da da’ e c’era davvero tutto…)

Sotto l’effetto di acidi, schiavi del gioco o cresciuti in un McDonald: Lista civica Jolly che Ride

Agricoli: Lista civica Vanga e Spiga di Grano (nella versione sadomaso Vanga! è un ordine)

Molto religiosi e amanti dei prodotti locali: Lista civica Campanile, Spiga di Grano e Grappolo d’Uva (è una lista, ma anche una lista della spesa: meglio non perdere tempo)

Sempre amanti dei prodotti locali o appena tornati da una vacanza ad Amsterdam: Lista civica Funghi

Ecco. Che voglia di andare a votare che mi è venuta.

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12th Apr 2007

ma dico io…

dicodiscount.jpgFinalmente nuovo materiale per l’Angolo dell’Amministratrice: cartelli, moniti, avvertimenti tragicamente reali… ma a volte, a sorpresa, anche simpaticamente reali e direi coraggiosi!
E’ il caso della pubblicità dei Discount “DICO” catturata a Genova da due impavide cacciatrici di surrealismo: la Vi e la Ste. La leggenda narra che la Vi, in convalescenza post-operatoria, scovasse il caso e inviasse la Ste (alias l’amministratrice, chi meglio di lei poteva??) in missione speciale.
La Ste ha sgommato con il suo potente bolide a due ruote, senza neanche cadere (cosa che le succede almeno un paio di volte al mese), e ha scattato.
Grazie per il contributo!
Io DICO che questi del Discount sono un po’ furbetti, però anche molto ironici, coraggiosi e assolutamente contro corrente.
Non solo ‘fare bene’ è tutt’altra cosa che ‘minacciare’ o ‘attaccare’, ma anche chi è a favore dei Dico non si spinge tanto in là da dire che le unioni civili ‘fanno bene’ alla famiglia. La cosa non può essere liquidata semplicemente come la trovata di un pubblicitario rampante.
Il target di un Discount è fatto di persone appartenenti alle fasce di reddito più basse e qualche considerazione sociologica in più andrebbe fatta.
Una al volo, lapidaria: le scelte di mercato, al contrario di quelle politiche, rispecchiano la reale fisionomia della società.
Purtroppo la nostra splendida classe dirigente non lo saprà mai perché la sua servitù, presumibilmente (non-assunta) in nero, non va al Discount.
E anche se ci andasse non sarebbe ascoltata, a meno che non si travestisse da Cardinale.
Peccato.

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08th Gen 2007

Riservato

Gentile Signora Amministratrice, durante il periodo pre-natalizio, tutta presa dalla frenesia del regalo e accanita alla rabbiosa ricerca di un parcheggio, la nostra intrepida regista si è imbattuta in questo singolare cartello.

parcheggio.jpgOra, di per se già sarebbe abbastanza surreale da scatenare alcune polemiche osservazioni, ma se vi diciamo che questo cartello troneggia nel parcheggio di una nota multinazionale svedese del mobile e della polpetta (tutte e due per altro con il medesimo sapore), le osservazioni del caso si fanno molteplici. La multinazionale in questione è da sempre considerata all’avanguardia nella concezione della casa e delle persone che la abitano, basta ricordare i primi cataloghi che ci venivano distribuiti dove imperversavano famiglie multietniche (con mamma biondissima, papà clone di bob marley e nidiata di figli inspiegabilmente con gli occhi a mandorla), gruppi di donne impegnate in un happy hour sul divano KLIPPAN, uomini con il grembiulino aggirarsi felici tra le sedie ROBERTO e poi spazi concepiti per chi vive da solo e insomma tutta una serie di… di… di… FAMIGLIE possibili che ci faceva desiderare di viverci davvero in quel catalogo perché sì dovevi adattarti a chiamare gli oggetti con nomi cretini, spesso impronunciabili e pieni di consonanti ma almeno avevi la sensazione di vivere in un posto civile e non in quella succursale del seminario che è l’Italia. E poi cosa è successo? Com’è che all’improvviso la FAMIGLIA è solo più quella cosa lì che c’è sopra il cartello? Perché non ci sono dubbi lì ci sono disegnati un papà (che porta i pantaloni), una mamma (che ha la gonna e spinge una carrozzina), e un primogenito (presumibilmente maschio perché uguale al papà solo più basso). Per curiosità vado a vedere l’ultimo catalogo e anche lì la FAMIGLIA è solo più quella cosa lì, proprio uguale uguale al cartello nel parcheggio. La mamma è sempre biondissima e se il papà è nero si è comunque tagliato i capelli e guarda un po’ di storto la mamma (perché forse si è accorto che c’è qualcosa di strano se i figli hanno gli occhi a mandorla), il divano KLIPPAN c’è sempre però ospita uomini senza grembiule che urlano invasati guardando la partita in tivvù e tra i fornelli e le sedie ROBERTO è tornata una donna da sola che cucina le polpette di compensato.

Insomma, qui nella colonia pontificia anche gli svedesi si devono adattare e invece di essere loro a “contagiarci” laicamente siamo noi che spargiamo il nostro bigottistico punto di vista del mondo fastidioso come la polvere sugli scaffali IVAR.

E comunque per la cronaca la regista ha rapito un bambino dal vicino ipermercato ed ha parcheggiato urlando “MIO MARITO ARRIVA SUBITO, SI E’ SOLO FERMATO AL SEMAFORO A PESTARE IL LAVAVETRI!” tutti l’hanno lasciata passare guardandola compiaciuti: UNA VERA FAMIGLIA ITALIANA!

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03rd Gen 2007

Reale o surreale?

amministratrice.jpgCon il nuovo anno voglio inaugurare una nuova categoria per questo blog: Reale o Surreale… dov’è il confine?
I nostri corti sono tutti un po’ surreali. Ci sono famiglie sotto assedio, suore che parlano con fagioli, radio che trasmettono cronache deliranti, ragazze che raccontano la loro femminilità inseguendo una palla in un campo fangoso (e non sono veline!!).
In E’ femmina, no? la storia si svolge in un palazzo dove una terribile amministratrice, accompagnata dal suo inseparabile ‘Pastore Tedesco’, Benny XVI, affigge cartelli del tipo: “Il parcheggio interno è riservato esclusivamente alle coppie regolarmente sposate” o “vietato il giuoco della palla ai bambini figli di divorziati”.
Dario Fo (scusate l’accostamento) dice che chi fa satira deve essere surreale, ma deve anche saper accettare una maledizione: ciò che inventa quasi sempre si avvera. Luis Bunuel (riscusate l’accostamento) diceva, già trent’anni fa, che “il surrealismo non esiste più in quanto tale perché è passato nella vita”.
Com’è come non è, mi sono accorta che i cartelli della nostra amministratrice non sono affatto surreali. Al contrario sono tragicamente reali… ho cominciato a fotografarli: reale o surreale? Ogni tanto ne pubblicheremo qualcuno…
Se anche voi avete visto divieti, moniti, zone riservate che fanno rabbrividire fatecelo sapere, fotografateli, mandateceli: info@badholevideo.com. Ovviamente alla c.a. dell’Amministratrice.
Ma attenzione, non cose trovate su internet. Raccontateci solo cose viste con i vostri occhi, sperimentate sulla vostra pelle nel vostro condominio, nel vostro quartiere nei posti veri che frequentate.

“Fu il surrealismo a rivelarmi che nella vita c’è un senso morale che l’uomo non può esimersi dal considerare. Per mezzo suo ho scoperto per la prima volta che l’uomo non è libero”.
Luis Bunuel, 1954

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