Archive for the 'ci fa incazzare' Category

10th Feb 2009

09 febbraio 2009, ore 20.10

badhole-meteo-2.bmpDa giorni e giorni i tg si aprono con la stessa notizia. In realtà non è nemmeno una notizia perché non c'è niente da dire o, meglio, non ci sarebbe niente da dire in un Paese democratico, laico e civile.
Siccome siamo democratiche, laiche e civili (e anche molto belle), a noi badhole il silenzio è uscito spontaneo.
Però non possiamo non segnalare un fatto di grande importanza per la sicurezza pubblica avvenuto proprio ieri: il rilevatore di dichiarazioni e commenti del cazzo in tv, integrato nella nostra stazione meteo delle atrocità, ha registrato dei movimenti tellurici di portata mai rilevata prima!
In figura è riportato il tabulato dell'ultima settimana. Il trend, paurosamente crescente negli ultimi giorni, ha registrato martedì 9 a partire dalle ore 20.10 circa un brusco incremento che ci piacerebbe poter considerare anomalo, ma temiamo non lo sia. Il picco è dovuto in gran parte allo speciale del noto giornalista italiota che dovrebbe stare sul satellite e, in effetti, ieri sera ha tentato di andarci per davvero, sospinto dalla propulsione neutronica delle dichiarazioni di inaudita violenza che è riuscito a sparare (e a far sparare a raffica dalle persone che intervistava) per ore.
Accanto a queste i soliti siparietti che non fanno ridere e neanche piangere. Ormai ha vinto, ci si sono prosciugate anche le reazioni. Fra questi memorabile il momento della giornalista ("brava, molto brava, ottimo lavoro") che tentava di avvicinarsi con il microfono ad un gruppo di cattolici islamici per farci sentire in diretta i canti e le lodi, ma il filo era troppo corto
Uno dei momenti più tristi dell'italico giornalismo (???) in tv.
Meno male che su Canale5 c'era il Grande Fratello, un reality degno di questo nome. I suoi protagonisti ignoranti, tamarri, sguaiati, diseducativi e inutili sono stati una boccata di aria fresca: hanno confezionato un teatrino del buon gusto degno di essere sponsorizzato dal MOIGE in confronto al reality dell'orrore della rete accanto e di quello ancor più indegno che si svolgeva contestualmente in Senato (pare che anche lì si siano lanciati dei bicchieri ma il regolamento non prevede espulsioni, per nessun motivo).
La Marcuzzi e il suo Circo Barnum più finto del finto sembravano la cosa più verosimile che i nostri occhi potessero vedere facendo zapping. Incredibile.
Mentana non arrabbiarti, dovresti essere felice di non esserci stato.
Non è mai troppo tardi per stare un po' in silenzio.

Eppure io credo che se tutti facessimo un po' di silenzio
forse qualcosa in più potremmo capire.

Federico Fellini

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31st Ott 2008

ad “amici” non succede

Gli amici di maria non esprimono le proprie opinioni sulla società
Gli amici di maria non protestano contro le ingiustizie
Gli amici di maria non prendono botte dai fascisti
Gli amici di maria non prendono botte dalla polizia
Gli amici di maria non fanno lezione in piazza
Gli amici di maria non occupano la scuola
Gli amici di maria non vogliono diventare ricercatori
Gli amici di maria non vinceranno mai un nobel
Gli amici di maria non hanno il maestro unico..pardon, prevalente
Gli amici di maria non portano il grembiulino
Gli amici di maria non li chiamano facinorosi
Gli amici di maria non vengono minacciati dai ministri

Ma questi ragazzi qui non sono gli amici di maria, sono amici nostri.

studenti-manif-1.jpg

Foto: L. Dottorini

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16th Ott 2008

a proposito di classe

patata2.jpgC'è in giro un'aria strana. Una puzza di razzismo, machismo, fascismo.
Si sente nelle finte riforme, nei discorsi sul tram, nelle pubblicità alla TV. Il bambino diligente porta il grembiulino, la brava mamma sta a casa, il patriota fa il saluto romano.
E le donne?
Le donne hanno come massima aspirazione sentirsi dire che hanno ascelle bellissime. Si perché la donna di classe certe cose non le fa, quella che gira in mercedes per esempio.
Torniamo ad essere donne vere: non radiamoci i capelli, portiamoli lunghi e vaporosi; non beviamo dalla bottiglia, al massimo sorseggiamo un lucano; non alziamo la voce se cercano di metterci sotto quando attraversiamo sulle strisce, anzi meglio se la nostra voce non la facciamo sentire affatto; non leggiamo il giornale sedute su una panchina, tutt'al più sfogliamo distrattamente Diva&Donna dal parrucchiere; non giochiamo a dadi (ma chi gioca più a dadi?), al massimo usiamoli per preparare il brodo; non incontriamoci su un ponte a meno che non si abbiano precise tariffe ma anche in quel caso chi ci crediamo di essere? Ministro? E poi smettiamola di fare l'occhiolino alla prima fighetta che passa, torniamo ad essere donne vere, perdio, eterosessuali non pervertite contronatura.

C'è in giro un'aria strana.
Una puzza di Italia di cui mi vergogno.

Meno male che le patate continuano a comprarle le donne.
Quelle con tanto selenio, per farci diventare tutti più intelligenti.
Speriamo.

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27th Mag 2008

aggiornamento(2)

asinoPalermo, coltellate al figlio gay
“Era un disonore”. Arrestato.
Per un pregiudicato 53enne era “insopportabile” avere un omosessuale in famiglia
Diciotto anni, colpito durante una lite al braccio, medicato in ospedale
Parla il ragazzo: “Mio padre non mi ha mai accettato. Non è una malattia”
E sull’aggressione: “Ero sotto la doccia, me lo sono visto davanti con l’arma puntata”

(La Repubblica)

sembra che i nostri concittadini si siano messi d’accordo per dimostrare la stupidità della ministra carfagna.

Basta così, abbiamo capito grazie.

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23rd Mag 2008

aggiornamento

per la serie “come sono sempre calati nella realtà i nostri politici”:

Agrigento - Per mesi e mesi ha subito vessazioni dai suoi coetanei perché gay. Alla fine, un ragazzo di 18 anni di Licata (Agrigento) ha deciso di denunciare i suoi aguzzini, tre ragazzi e due ragazze. Ai poliziotti del commissariato ha raccontato che i suoi compagni gli avrebbero più volte spento delle sigarette sulle braccia e gli avrebbero anche più volte danneggiato lo scooter.”  da l’Unità.it

evidentemente non è un amico del ministro carfagna.

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20th Mag 2008

punti di partenza

partenzaIl ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna ha annunciato che non darà il patrocinio al Gay Pride. Il ministro infatti ha affermato che gli omosessuali in Italia non sono discriminati, portando come testimonianza quello che le riferiscono i suoi amici gay.

Ora, tralasciamo di disquisire su che tipo di “amici gay” frequenta la nostra amata velina, probabilmente si tratta di Dolce e Gabbana o di qualche calciatore milionario sposato per finta a qualche ex collega della nostra ministra.
Rimane il fatto che secondo la Ministra più ‘secsi’ del mondo i gay in Italia non sono sufficientemente discriminati da meritarsi il patrocinio per il Pride.
Certo se si prende a riferimento la situazione dei gay in Arabia Saudita la sua affermazione risulta più che condivisibile, tutto dipende in fondo dal punto di partenza, ad esempio:

Berlusconi non è basso se paragonato a Brontolo;
I vicoli pieni di rifiuti di Napoli non sono maleodoranti se paragonati a quelli di Calcutta;
Verona non è piena di nazisti se paragonata a Norimberga;
La Carfagna non è gnocca se paragonata a Sharon Stone;
Calderoli non è del nord se paragonato a un eschimese;
I nostri giornalisti non sono servi se paragonati a quelli cinesi;
Le famiglie italiane non hanno bisogno di aiuti se paragonate a quelle del Darfur;
Il ponte sullo stretto non è affatto inutile se paragonato al ministero delle Pari opportunità oggi;
In Italia la mafia non è collusa con lo Stato se paragonata a… cacchio non mi viene niente.

…continuate voi dai vostri “punti di partenza”

(scritto a quattro mani, due tastiere e un unico cervello da milena&silviavideo)

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08th Mag 2008

un commento non mi viene

l’italia ha un nuovo governo.voli_spagna.gif

alcuni fascisti, diversi nordisti sbavanti, qualche mafioso, un nano e quattro veline.

scusate è che proprio un commento serio non mi viene.

 

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08th Apr 2008

c’è posta per te

charlie brownGentile Walter,

sono Milena, la nipote di quel Vittorio a cui lei ha indirizzato la sua letterina elettorale.
Purtroppo mio nonno è morto da ormai 9 anni: non riceve più le bollette della luce, del gas, dell’acqua, del telefono, le cartelle delle tasse, le multe, la pubblicità dei supermercati, le lettere d’amore, le cartoline degli amici, solo per la campagna elettorale è ancora vivo.
Forse anche questa è una piccola dimostrazione di quanto sia indietro la politica rispetto al Paese vero che paga le bollette, prende le multe, va al supermercato quando ci sono gli sconti, nasce, vive ed infine muore, come Vittorio a cui lei si rivolge chiamandolo per nome ma che non conosceva affatto.

Immagino che queste letterine siano state confezionate in base al target d’età a cui vengono spedite, tanto è vero che in quella intestata a mio nonno si parla quasi esclusivamente  di pensioni.
Vittorio, per come lo immagina lei, è uno di quegli anziani preoccupati solo di mettersi in fila alla posta a fine mese.
Mio nonno invece, per come l’ho conosciuto io, oltre ad interessarsi del reddito mensile suo e dei suoi nipoti si interessava anche di molte altre cose.

E’ stato partigiano nelle Valli attorno a Torino, le stesse che ora chiedono inutilmente il vostro rispetto (le dice qualcosa il nome Valsusa?). Ha combattuto perché i cittadini di questo Paese avessero dei diritti e, primi fra tutti, i suoi nipoti (del resto tutti voi non fate che ricordarci continuamente il sacro valore della famiglia).
Il “gentile Vittorio” ha due nipoti: uno fa 1000 lavori saltuari (tutti regolamentati dalla “bellissima” legge 30 che nessuno di voi, democratici o arcobaleni che foste, si è mai preso la briga di cambiare) per pagarsi un’Università vecchia, immobile e pretenziosa (a vostra immagine e somiglianza insomma).
L’altra nipote, che poi sarei io, viene considerata contro natura da buona parte dei vostri candidati e ancora aspetta di ricevere (bontà vostra) qualche diritto.

Forse è giunto il momento di indirizzare qualche letterina anche ai vivi in cui si spieghi magari perché in questa “nostra Italia” – come la chiama lei, perché io non mi ci riconosco affatto – gli operai vengono candidati anziché assunti; come mai esistono ridicoli contratti che durano il tempo di un week end; come mai l’unica candidata premier donna è una ridicola macchietta fascista mentre a sinistra le donne sono sempre in secondo piano, sempre in fondo alle liste; mi piacerebbe sentir parlare della legge contro la violenza sulle donne (che fine ha fatto?), mi piacerebbe sentire parole di fuoco contro chi mette in discussione la legge che regolamenta l’aborto ed invece sento Generali candidati al suo fianco che vogliono i bordelli nelle caserme, sento parlare di diritto naturale, di gay come mostri, di donne assassine di feti.

Provate a dare ai vivi dei motivi per votare se ci riuscite e se ci riuscite spiegateci anche come avete fatto a toglierci il diritto di scegliere: tra Niki Vendola e Bertinotti, tra la Finocchiaro e il Generale Del Vecchio, tra la Bonino e la Binetti…perché se ne voto uno mi tiro dietro inevitabilmente anche l’altro.
Glielo spieghi lei a Vittorio “gentile Walter” che parla con i morti perché io se lo incontrassi oggi mio nonno non avrei il coraggio di raccontargli cosa succede a noi vivi.

Torino, 8 aprile 2008
Milena Paulon

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15th Feb 2008

libere visioni in libero stato

manualeNon so come funzioni nelle altre città, qui a Torino abbiamo Torinosette che è un settimanale con tutti i consigli su cosa fare durante la settimana (libri, musica, tv, arte, teatro, cinema…);
ecco il Vaticano secondo me è tipo una roba del genere però all’incontrario: ci sono gli (S)consigli.
Questo libro è meglio se NON lo leggi, questa canzone NON ascoltarla, questo programma tv NON lo seguire, questa mostra NON sa da fare, questo comico NON deve parlare, questo film NON lo guardare.
E’ così da sempre ora però il settimanale del Vaticano non solo sconsiglia ma riscrive anche le sceneggiature.
Il responsabile della Cei per la pastorale giovanile, don Nicolò Anselmi, critica la scena d’amore in Caos Calmo e prova anche a riscriverla:
“da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari - scrive don Anselmi - mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio”. Il sacerdote è deluso per la “scena erotica pesante” e alla quale, lamenta, il Tg1 ha dedicato “molti minuti” lasciando solo “pochi secondi alla guerra civile in Kenia”.

Ora, sorvoliamo sul fatto che Moretti non è il regista di questo film ma l’interprete e questo un intenditore di cinema come don Nicolò Kubrick dovrebbe saperlo; tralasciamo anche la sottile vena maschilista del comunicato che descrive Moretti (uomo) come “coraggioso e idealista” mentre la Ferrari (donna) non è nulla di più che “un volto sensibile e delicato”; non mi soffermo nemmeno troppo sull’antico adagio “si tromba solo per procreare” che fa ridere anche solo a pensarlo, ma è l’ultima affermazione del nostro cinefilo prelato a farmi dubitare della sua buona fede.
Secondo una recente ricerca diffusa nei giorni della fantomatica censura alla Sapienza, il Papa, da che è stato eletto, e gli esponenti della chiesa cattolica sono stati presenti al Tg1 per 26 ore e 35 minuti che sono ben più di “molti minuti” e infinitamente più di “pochi secondi”. 26 ore e 35 minuti durante i quali il buon don Anselmi non si è mai ricordato della guerra civile in Kenia, forse era occupato a riscrivere la sceneggiatura del prossimo film di Woody Allen?
Tutta questa ipocrisia e questa invadenza sono francamente intollerabili, mi piacerebbe che nella campagna elettorale che ci apprestiamo a subire qualche “cosa rossa” come Mummia Bertinotti o “cosa giallo-rossa” come Super Walter alzi il naso dalle sue scarpe, si accorga del mondo intorno e riporti un po’ di dignità e laicità a questo paese-seminario. Ma so che la mia è solo un’utopia ridicola perché sento un forte odore di “cosa marrone” nel nostro futuro.

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28th Dic 2007

moderatamente? no, grazie

papapdMa come si fa ad essere sempre così moderati? Io non ci riesco proprio. Ci provo ogni tanto ma subito desisto, invece ci son persone che ci riescono proprio sempre. Veltroni, per esempio. Ieri ho letto La Stampa (è Natale concedetemi qualche debolezza) e sulla prima pagina ho trovato: “sui gay Binetti sbaglia” una lettera-editoriale firmata da Veltroni, eh vai penso, vuoi vedere che il buon Walter ha avuto un rigurgito di panettone e laicità e gliene dice quattro a Miss Cilicio? Inizio a leggere carica di speranza e nell’aria sento già il suono delle nacchere di Spagna. Le prime 10 righe che stanno in prima pagina scorrono via in salamelecchi nei confronti del giornale: e come siete corretti e come siete moderati e come siete ben educati e come siete piemontesi falsi e cortesi…
 
Vabbè mi dico, è giusto, è ospite delle colonne sabaude e quindi un po’ di cortesia non guasta, ste cose le capisco, son piemontese anch’io del resto. Mi sposto a pagina 36, c’è anche la foto (ehi di profilo un po’ ricorda Zapatero, no?), continuo nella lettura, le nacchere non mi hanno ancora abbandonata, olè.

“nei giorni scorsi ha suscitato scalpore la tesi della senatrice Binetti che considera l’omosessualità una malattia”. La “tesi”????? è un’aberrazione che manco nell’800 diglielo dai diglielo Walter (sento le nacchere suonare più piano), “si tratta, a mio modo di vedere, di una tesi sbagliata” wow che impeto, che passione, è proprio grazie a politici come lui che i cittadini torneranno ad appassionarsi di politica.

Ma come si fa a rimanere moderati anche di fronte alle aberrazioni? Sono moderatamente contro al nazismo? Sono moderatamente contro la pedofilia? sono moderatamente contro la guerra? La moderazione ormai copre ogni nostra passione, ogni nostra idea, ogni nostra indignazione.

Sono indignato che una persona che ricopre una carica importante si permetta di affermare una tesi, anzi no una stronzata, così grande e mi vergogno che questa persona faccia parte del mio stesso schieramento politico.

Quest’ultima frase non è virgolettata perché nell’articolo in questione non l’ho trovata, il Buon Veltroni non l’ha detta, forse non l’ha nemmeno pensata. Che tristezza.
Le nacchere, per la cronaca, non le sento più, sento un organo che vibra per te e per me…. ed un pungente odore d’incenso.

p.s. oggi La Stampa ospita la replica della senatrice Binetti, ma non ce la posso fare scusate, non sono abbastanza moderata, sia per La Stampa che per la Binetti.

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