Archive for the 'a ruota libera' Category

05th Mag 2009

il Paese dei Papi

papi_chulo.jpgI'm a PAPI GIRL in a PAPI WOOOOOORLD, life in plastic is fantastic!!

L'Italia, come noto, è ahimè il Paese del Papa. La la recente cronaca rosa-politik ci ha però svelato che il nostro è anche il Paese del Papi. Insomma, le disgrazie non vengono mai sole.
 
E' strabiliante il potere e l'influenza che possono avere le donne in Italia. Beh, non certo in forma collettiva, con buona pace di Occhi a palla Carfagna, ma in forma singola, talvolta, possono fare miracoli. Nella fattispecie il Papi-Silvio, indenne ai kg di carta scritti da giornalisti fuori da coro sulla genesi del suo impero, indenne alla magistratura, indenne alle istituzioni tutte, indenne alla stampa estera, indenne al senso della vergogna… perde miseramente la faccia a causa di un paio di dichiarazioni della consorte.
Veronica, più credibile e incisiva del PD, con un paio di ANSA ha spazzato via l'inutile e fastidioso ronzio di sottofondo di 15 anni di dichiarazioni anti-silvio dei vari leader (con la l minuscola) del centrosinistra. Non so se rallegrarmi per lei o piangere per la vacuità dell'alternativa in questo Paese.

E poi, udite udite, persino dalla città del Papa si sono levati commenti duri e critici sulla vicenda. L'Avvenire parla addirittura di "abbraccio mortifero fra politica e spettacolo", dicendo in maniera meno colorita, le stesse identiche cose che Sabina Guzzanti aveva dichiarato al No Cav Day a Roma l'anno scorso, ricevendo in cambio palate di merda da ogni direzione e una querela.
Però dai, l'Avvenire è stato fin troppo duro. Infatti l'editoriale continua: "La stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti: non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese".
E qui, in controtendenza, mi sento di spezzare una lancia per il Papi: il Papi è lo specchio (non deforme) dell'anima del Paese, o comunque di più della metà del Paese, cioè di quelli che l'hanno votato.
L'anima del nostro Paese è furbetta, ipocrita, individualista, clientelista, fascista, mafiosa, qualunquista, machista, leccaculo, baciapile, cattolica fai-da-tè (vedi anche 'ipocrita'), arrogante, invidiosa della ricchezza e del potere, pronta a rubare (la dove gli arrivano le braccia), allergica alle regole.

Almeno il 50% degli italiani si riconosce in questi valori, perché accanirsi contro uno solo?

Posted in a ruota libera | 3 Comments »

25th Apr 2009

buon 25 aprile italians

"Quando una grande folla si raduna in una piazza e guarda un balcone vuoto prima o poi qualcuno si affaccia" (Indro Montanelli)

20vauro_annoazero.jpg

Posted in a ruota libera | No Comments »

27th Gen 2009

scherzi della memoria

vi ricordate?memoria

quando dicevano che gli omosessuali erano malati?

quando non volevano gli zingari?

quando gli uomini facevano la guerra, le donne venivano stuprate e i bambini morivano?

quando la legge non contava nulla ma solo chi era più forte, più bello e più armato?

vi ricordate?

a me la memoria fa strani scherzi

mi sembra oggi

Posted in a ruota libera | No Comments »

05th Nov 2008

1950

scuola_39.jpg

 

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece chealle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn)
Roma, 11 febbraio 1950
 

Posted in a ruota libera | 1 Comment »

21st Ago 2008

raspe a área do jogo

Esperimento estivo.

BADhOLE alla Portoghese (à Brás)

pasteis-de-nata.jpgIngredienti:
- 7 badhole mature (anche se non sembra)
- 7 valigie troppo pingui
- 15 giorni
- 1 Mercedes Vito a 9 posti (che di per sé fa un po’ Onoranze Funebri, ma fortunatamente era bianco)
- 1.150 km percorsi a zig-zag (la libertà e la leggerezza di viaggiare “ad minkiam”)
- 1 navigatore satellitare dalla voce suadente e con l’allergia per le vie diritte e ampie
- 5 macchine fotografiche, 1.400 foto scattate
- 34 gratta e vinci grattati (raspe a área do jogo!)
- 0,50 euro un caffè, 1 euro una birra piccola, 1,25 euro una coca al tavolo in località di mare, cena completa di pesce 12 euro. Il trauma del ritorno ai prezzi italiani non ha prezzo.
- 1 dito rotto
- 1 confezione di tappi per le orecchie
- 1 Lonely Planet persa e ritrovata
- 1 cappello nero perso per sempre
- Scalini, salite e discese, tram di legno, onde altissime, sope, bifane, bica (pingadi e non)… QB.

Preparazione:
Porre gli ingredienti in un’ampia area do jogo e mischiare il tutto ridendo molto.
Lasciare riposare di fronte all’oceano.

Sul volo del ritorno abbiamo fatto un gioco: “le tre cose che ti porti a casa del Portogallo”.
Vietato dire il cielo e i pasteis de nata, l’avremmo detto tutte.

Ecco i risultati:
Giusti (MacSopa): il giallo, il blu e gli azuleios sulle mura bianche dei villaggi; la luce, il vento e le nuvole dell’Atlantico; gli occhi scuri dei portoghesi, come olive nere
Mila (BigBifana): il vento che asciuga il sudore e i pensieri; le frasi di Pessoa sui muri della stazione Parque della metro di Lisbona; le ragazze che guidano i tram
Silvia (Nonna Astuzia): i pipistrelli guardiani dei libri della biblioteca dell’università di Coimbra; immaginare i templari che entrano a cavallo nella cappella della fortezza di Tomar; il sole a picco sui menhir della campagna di Evora
Paola (Nana Nannini): la linea blu della metro di Lisbona; la spiaggia deserta di São Jacinto; le salite e le discese
Elena (Sardinia): la disponibilità delle persone, quasi sempre sorridenti; le opere d’arte che si mostrano per caso, piccole piacevoli scoperte; il calore dell’una di pomeriggio a Valverde e le sue casette tipiche
Paola (Bacalhau): il bacalhau in tutte le sue forme; la solarità e umanità della gente; il castello di Marvao
Carola (Faseolada): la Feijoada; le porzioni dei piatti; guidare sulle strade secondarie in mezzo alle sugherete

não penso, sonho
não evoluo, viajo
(F. Pessoa nella Linea blu di Lisbona)

Posted in a ruota libera | 8 Comments »

21st Lug 2008

ici naquit

icinaquitaudry.jpgIn fuga dall'afa torinese sono andata a godermi un po' del luglio 'autunnale' di Bruxelles.
Appena fuori dall'aeroporto mi imbatto in un cartellone che a caratteri cubitali da il benvenuto ai nuovi arrivati: "Welcome in Belgium, home of the French fries".
Il Belgio un paese un ossimoro! E' come se a Fiumicino campeggiasse: "Benvenuti in Italia, patria del salame ungherese" o, chessò, fuori Pechino leggessimo "Benvenuti in Cina, la casa del Cuba libre".
Vabè. Capisco, da questo e da altro, di essere atterrata su un pianeta alquanto bizzarro. Bruxelles (almeno a prima vista) è il simbolo dell'Europa a cui per tanti aspetti vorrei appartenere per davvero. La città in cui vengono ratificati quei simpatici Regolamenti, nostra unica speranza per avvicinarci ad essere un Paese civile. Quella multiculturale in cui tutti pagano il biglietto sul bus, fanno salamelecchi (ricambiati) all’autista e se devono bisticciare lo fanno a bassa voce. La città dei negozi-boutique con signorine in livrea e guanti bianchi che con un gesto che ha del rituale passano le fragole sotto cascate piramidali di cioccolato fondente… insomma se la storia delle French fries dovesse tramontare i belgi potrebbero sempre spacciarsi per i kebabbari del cioccolato.
In definitiva tanto ordine; forse poca 'passione'.
Ma, come sempre, l'emozione viene a sorprenderti nei posti più inaspettati.
In cerca di un locale imboscato per la cena, in una viuzza del tutto anonima mi trovo a sorpresa di fronte a questa targa: "Ici naquit le 4 mai 1929 la comedienne Audrey Hepburn".
Mentre la mia collega enogastronomica si lancia in uno sprint finale per fregare il tavolo a una coppietta di fidanzatini, io rimango lì.
Ferma.
Alzo gli occhi.
Cacchio. Qui è nata LA AUDREY.
Un pezzo di cinema e del suo immaginario mi piomba in testa come caduto dal quarto piano. Mi vengono in mente tutte le sue foto e i suoi talleurini, lo sguardo un po' assente e il suo sorriso.
Ma soprattutto c'è lei che fischia per fermare il taxi, lei prima di tutte e con più stile di tutte quelle venute dopo.
Guardo quella casa di mattoni. Come un riflesso condizionato mi arrivano in testa le note di Moon river e un po' mi commuovo a pensarla seduta sul davanzale della finestra.
Che bello il cinema.
Se Moon river non l'avesse cantata lei, in quel modo così triste ed elegante anche con l'asciugamano in testa, Henry Mancini avrebbe mai vinto l'oscar per la miglior canzone?

Paul: Sono innamorato di te.
Holly: E poi?
(Colazione da Tiffany, 1961)

Posted in a ruota libera | 12 Comments »

09th Lug 2008

senza parole

sabguz.jpgHa detto tutto lei. Splendido.

Sabina Guzzanti - No Cav - Parte 1/3
Sabina Guzzanti - No Cav - Parte 2/3
Sabina Guzzanti - No Cav - Parte 3/3

“Le cose cambiano quando c’è un popolo che è pronto e un leader che è pronto”
(José Marti)

Posted in a ruota libera | 7 Comments »

18th Giu 2008

South BADhOLE

Sebbene ultimamente latitiamo un po’ dal blog, il Consiglio di Amministrazione delle BADhOLE è sempre attivo e vigile…
Qui sotto mostriamo alcune foto dei membri del CdA scattata all’ultimo consiglio.
Causa l’elevato grado di causticità e cinismo, che sempre ci pervade, ci siamo southparkizzate

south-badhole-small.jpg

Posted in a ruota libera | No Comments »

25th Apr 2008

BADhOLE che resistono

resistenzamilena resiste qui anche se sogna sempre il messico
silviavideo resiste alla tentazione di mandare tutti a cagare
giusti resiste sulla vespa anche d’inverno
lara resiste a san salvario
carola resiste al concerto della pausini fino all’ultima canzone
ste resiste tante domeniche in panchina
paoletta resiste dal basso
fra resiste ore davanti allo specchio
alessia resiste a tutte noi

le BADhOLE resistono a tutto tranne che al 25aprile

Posted in a ruota libera | 2 Comments »

24th Gen 2008

tristezza

cowboy

ecco

Posted in a ruota libera | No Comments »