Archive for the 'a ruota libera' Category

27th Gen 2010

mi ricordo

mi ricordo la 128 blu di mio papà
mi ricordo pane, burro e zucchero
mi ricordo tutte le parole di Autogrill di Guccini
mi ricordo la farinata dopo il cinema
mi ricordo quel capodanno a Modena
mi ricordo della prima volta che ho visto Venezia
mi ricordo che non ci credevo
mi ricordo la pubblicità della girella e che la morale era sempre quella
mi ricordo mia mamma con le treccine e le perline
mi ricordo la palla pazza che strumpallazza
mi ricordo le parole esatte della mia professoressa di italiano il primo giorno della prima media
mi ricordo i trasferelli che non si trasferivano mai completamente come volevo
mi ricordo come si guida una 2cavalli
mi ricordo la prima e unica sberla di mio padre
mi ricordo le zigulì a manciate
mi ricordo di quando ti ho detto ti amo
mi ricordo la tua risposta
ma questo è facile perché non è successo molto tempo fa ma a me piace ricordarlo lo stesso perché la memoria va tenuta in allenamento.

memoria.jpg

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17th Set 2009

molto badholico

La rete a volte regala delle vere perle. Questa è davvero geniale.


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27th Ago 2009

Agata e la Libertà

agata-e-la-tempesta.jpgAgata è una bellissima bambina di 5 mesi e io l’altra notte l’ho sognata; l’ho sognata che era grande, bella e di sinistra (nel mio sogno esisteva ancora).
Nel mio sogno Agata viveva in un Paese pieno di sole, mare e libertà e anche la gente di quel Paese amava il sole, il mare pulito e la libertà, tanto che in tutto il mondo era conosciuto proprio come il popolo delle libertà.
Infatti nel mio sogno tutti erano liberi, Agata era libera di starsene in pace sulle spiagge bellissime del suo Paese senza che nessuno la disturbasse non so per assurdo arrivando con un Suv; era libera di leggere al sole nei parchi e nelle piscine della sua città vestita o svestita come voleva; era libera di fermarsi davanti ad una discoteca a baciarsi con chi le pareva perché anche se davanti ad una discoteca non è il posto più romantico del mondo si sa che quando ti viene voglia di un bacio mica stai a guardare dove sei.
Nel mio sogno Agata era libera di essere cittadina del Paese che più le piaceva e lei aveva scelto proprio questo e capiva benissimo perché arrivassero fin lì da tutto il mondo, con ogni mezzo possibile ed impossibile per stare proprio lì dove lei aveva avuto la fortuna di nascere.

Poi, ad un certo punto del sogno, non so se per colpa della peperonata della sera prima, arriva qualcuno, un industriale, un mafioso, un Calderoli o uno svastichella qualsiasi, che tenta di togliere ad Agata le sue libertà e allora si scatena un putiferio mai visto (questo si senz'altro colpa della peperonata), gente che urla, che protesta, tutti incazzati che dicono: "Ma come? Siamo o non siamo il popolo delle libertà?".
E Agata, che è pure di sinistra, si incazza più degli altri e scende in piazza con i suoi amici e tutta la sua bellissima famiglia e le sue libertà se le riprende eccome.

A quel punto il sogno finisce, io mi sveglio nell'afa di un italico agosto sudata e felice e la prima cosa che faccio è chiamare a casa di Agata per raccontare il sogno alle sue due mamme:
- pronto
- ciao ragazze come state?
- ciao. Un disastro, Agata ha avuto gli incubi tutta la notte si è addormentata solo ora
- accidenti proprio oggi che dovete partire
- eh si, 18 ore di traghetto fino a Barcellona
- vedrete che una volta là dormirà bene. E pure voi.

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25th Mag 2009

grazie

microfono.jpgE allora insomma come si dice in questi casi?
Grazie,
anche se grazie non è sufficiente per quello che avete fatto per le BADhOLE sabato sera.

A Paola che è bionica ed instancabile e che senza di lei non se ne fa nulla;
ai Claradh che fanno sembrare intelligenti le canzoni più improbabili;
alla poesia che ci ha regalato la Starna con i suoi musicisti;
a Manu e Carlo che non sembra ma sono proprio due bravi ragazzi;
a Leyla, Cikita e Queen Cristi che a sfidare il caldo ci hanno provato;
a Giovi che è bellissima e che quando sale sul palcoscenico oh a noi viene da ridere;
alla Bandini trascinata all'ultimo lontana dai suoi mojito;
a Claudia che per 200 volte ha detto "passate a ritirare la spilletta vicino al mixer";
a Micaela che ha ritagliato e fotocopiato come nemmeno una stagista dell'Università;
a Maria e Sabrina che hanno elargito spillette delle Badhole, frasi della capretta e sorrisi tutti loro;
a Ste che ha ripreso tutto e così nessuno può dire che non è vero quello che è successo;
a Barbara che ha fotografato tutto e tutti (e non solo Milena che si metteva in posa);

e poi soprattutto a tutti voi che avete resistito ai 50 °C dell’Hiroshima, cantato i testi assurdi delle nostre canzoni, che siete arrivati dalla Svizzera, da Cuneo, da Brescia, che vi siete appuntati fieri al petto la nostra spilletta, avete adottato a distanza una sceneggiatura sconosciuta, che ci avete creduto insomma, avete creduto in noi, nei nostri deliri, nella nostra romantica idea di cinema fatto in casa, insieme.

Eravate in 200, tutti sudati e tutti bellissimi. Grazie.

Milena, Silvia, Giustina e Lara

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18th Mag 2009

donne motivate

motivazione_big.jpgValsusa FilmFest 2009
2° Premio a "Adele e le altre"
LA MOTIVAZIONE: La giuria ritiene che l'autore abbia affrontato in modo ironico ma assolutamente non superficiale la questione femminile nell'ambito storico, familiare, sociale, giungendo così a una conclusione che, pur nella “delicatezza” del tema trattato, rivela un'opinione coerente e ben definita. Le storie personali delle tre protagoniste offrono spunti di speranza in una società più democraticamente consapevole. La giuria è rimasta inoltre positivamente impressionata dalle capacità comunicative di un cortometraggio realizzato con mezzi tecnici ed economici contenuti.

Brianza Film Corto (2° edizione)
Premio sezione lavoro e sicurezza a "Gli eroi di Casamiya"
LA MOTIVAZIONE: per l'ottima sinergia tra tecnica (utilizzo dei Playmobil) e poetica (la sicurezza sul luogo di lavoro), con una tensione sociale e civile che trova nel gioco il tassello decisivo per un puzzle lucidamente ironico sul dramma delle morti bianche.

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05th Mag 2009

il Paese dei Papi

papi_chulo.jpgI'm a PAPI GIRL in a PAPI WOOOOOORLD, life in plastic is fantastic!!

L'Italia, come noto, è ahimè il Paese del Papa. La la recente cronaca rosa-politik ci ha però svelato che il nostro è anche il Paese del Papi. Insomma, le disgrazie non vengono mai sole.
 
E' strabiliante il potere e l'influenza che possono avere le donne in Italia. Beh, non certo in forma collettiva, con buona pace di Occhi a palla Carfagna, ma in forma singola, talvolta, possono fare miracoli. Nella fattispecie il Papi-Silvio, indenne ai kg di carta scritti da giornalisti fuori da coro sulla genesi del suo impero, indenne alla magistratura, indenne alle istituzioni tutte, indenne alla stampa estera, indenne al senso della vergogna… perde miseramente la faccia a causa di un paio di dichiarazioni della consorte.
Veronica, più credibile e incisiva del PD, con un paio di ANSA ha spazzato via l'inutile e fastidioso ronzio di sottofondo di 15 anni di dichiarazioni anti-silvio dei vari leader (con la l minuscola) del centrosinistra. Non so se rallegrarmi per lei o piangere per la vacuità dell'alternativa in questo Paese.

E poi, udite udite, persino dalla città del Papa si sono levati commenti duri e critici sulla vicenda. L'Avvenire parla addirittura di "abbraccio mortifero fra politica e spettacolo", dicendo in maniera meno colorita, le stesse identiche cose che Sabina Guzzanti aveva dichiarato al No Cav Day a Roma l'anno scorso, ricevendo in cambio palate di merda da ogni direzione e una querela.
Però dai, l'Avvenire è stato fin troppo duro. Infatti l'editoriale continua: "La stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti: non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese".
E qui, in controtendenza, mi sento di spezzare una lancia per il Papi: il Papi è lo specchio (non deforme) dell'anima del Paese, o comunque di più della metà del Paese, cioè di quelli che l'hanno votato.
L'anima del nostro Paese è furbetta, ipocrita, individualista, clientelista, fascista, mafiosa, qualunquista, machista, leccaculo, baciapile, cattolica fai-da-tè (vedi anche 'ipocrita'), arrogante, invidiosa della ricchezza e del potere, pronta a rubare (la dove gli arrivano le braccia), allergica alle regole.

Almeno il 50% degli italiani si riconosce in questi valori, perché accanirsi contro uno solo?

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25th Apr 2009

buon 25 aprile italians

"Quando una grande folla si raduna in una piazza e guarda un balcone vuoto prima o poi qualcuno si affaccia" (Indro Montanelli)

20vauro_annoazero.jpg

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27th Gen 2009

scherzi della memoria

vi ricordate?memoria

quando dicevano che gli omosessuali erano malati?

quando non volevano gli zingari?

quando gli uomini facevano la guerra, le donne venivano stuprate e i bambini morivano?

quando la legge non contava nulla ma solo chi era più forte, più bello e più armato?

vi ricordate?

a me la memoria fa strani scherzi

mi sembra oggi

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05th Nov 2008

1950

scuola_39.jpg

 

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece chealle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn)
Roma, 11 febbraio 1950
 

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21st Ago 2008

raspe a área do jogo

Esperimento estivo.

BADhOLE alla Portoghese (à Brás)

pasteis-de-nata.jpgIngredienti:
- 7 badhole mature (anche se non sembra)
- 7 valigie troppo pingui
- 15 giorni
- 1 Mercedes Vito a 9 posti (che di per sé fa un po’ Onoranze Funebri, ma fortunatamente era bianco)
- 1.150 km percorsi a zig-zag (la libertà e la leggerezza di viaggiare “ad minkiam”)
- 1 navigatore satellitare dalla voce suadente e con l’allergia per le vie diritte e ampie
- 5 macchine fotografiche, 1.400 foto scattate
- 34 gratta e vinci grattati (raspe a área do jogo!)
- 0,50 euro un caffè, 1 euro una birra piccola, 1,25 euro una coca al tavolo in località di mare, cena completa di pesce 12 euro. Il trauma del ritorno ai prezzi italiani non ha prezzo.
- 1 dito rotto
- 1 confezione di tappi per le orecchie
- 1 Lonely Planet persa e ritrovata
- 1 cappello nero perso per sempre
- Scalini, salite e discese, tram di legno, onde altissime, sope, bifane, bica (pingadi e non)… QB.

Preparazione:
Porre gli ingredienti in un’ampia area do jogo e mischiare il tutto ridendo molto.
Lasciare riposare di fronte all’oceano.

Sul volo del ritorno abbiamo fatto un gioco: “le tre cose che ti porti a casa del Portogallo”.
Vietato dire il cielo e i pasteis de nata, l’avremmo detto tutte.

Ecco i risultati:
Giusti (MacSopa): il giallo, il blu e gli azuleios sulle mura bianche dei villaggi; la luce, il vento e le nuvole dell’Atlantico; gli occhi scuri dei portoghesi, come olive nere
Mila (BigBifana): il vento che asciuga il sudore e i pensieri; le frasi di Pessoa sui muri della stazione Parque della metro di Lisbona; le ragazze che guidano i tram
Silvia (Nonna Astuzia): i pipistrelli guardiani dei libri della biblioteca dell’università di Coimbra; immaginare i templari che entrano a cavallo nella cappella della fortezza di Tomar; il sole a picco sui menhir della campagna di Evora
Paola (Nana Nannini): la linea blu della metro di Lisbona; la spiaggia deserta di São Jacinto; le salite e le discese
Elena (Sardinia): la disponibilità delle persone, quasi sempre sorridenti; le opere d’arte che si mostrano per caso, piccole piacevoli scoperte; il calore dell’una di pomeriggio a Valverde e le sue casette tipiche
Paola (Bacalhau): il bacalhau in tutte le sue forme; la solarità e umanità della gente; il castello di Marvao
Carola (Faseolada): la Feijoada; le porzioni dei piatti; guidare sulle strade secondarie in mezzo alle sugherete

não penso, sonho
não evoluo, viajo
(F. Pessoa nella Linea blu di Lisbona)

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