Archive for the 'a ruota libera' Category

25th Apr 2008

BADhOLE che resistono

resistenzamilena resiste qui anche se sogna sempre il messico
silviavideo resiste alla tentazione di mandare tutti a cagare
giusti resiste sulla vespa anche d’inverno
lara resiste a san salvario
carola resiste al concerto della pausini fino all’ultima canzone
ste resiste tante domeniche in panchina
paoletta resiste dal basso
fra resiste ore davanti allo specchio
alessia resiste a tutte noi

le BADhOLE resistono a tutto tranne che al 25aprile

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24th Gen 2008

tristezza

cowboy

ecco

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31st Dic 2007

i desideri badholici per l’anno nuovo

- tramrealizzare un nuovo cortometraggio
- continuare a scrivere tutte le cose che ci fanno incazzare
- non smettere di cercare il lato comico della vita
- vivere con lentezza
- amare con passione
- credere negli amici e saperli riconoscere
- non guardare mai un film di Natale
- dimenticarsi che Muccino è un regista
- credere che Kieslowski sia ancora vivo
- piangere al cinema senza vergognarsi
- E’ femmina no trasformato in sit com al posto di Centovetrine (anche se meriterebbe un pre-serale, ma la regista deve guardare Un posto al sole)
- continuare a sperare che Cecilia Dazzi ci scriva una mail
- essere selezionate al Torino Film Festival di Nanni Moretti
- andare a Pozzuoli e partecipare ad “A corto di donne” anche quest’anno
- vedere le Stipsi Queens a Sanremo
- vedere la prima donna su Marte (sperando sia la Binetti)

desiderio privato della regista:
fidanzarsi con Marco Travaglio e tradirlo con Chiara Saraceno

Buon Anno a tutt*, badhole, badholi ed indecisi

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26th Ott 2007

ci ha detto qualcosa di sinistrO (ovvero: non son sempre buone notizie)

morettisu questo blog riportiamo sempre i successi badholici che devo dire in questi anni di attività sono stati molti, però non è che possiamo sempre solo “tirarcela” su quanto siamo belle&brave. Così per rimediare alla nostra vanità ecco qua sotto la mail ricevuta dal Torino Film Festival: sono cattive notizie però guardate chi ce le scrive! (son soddisfazioni anche queste, no?)

“Torino, 24-10-2007

Gentile amica,

Grazie per averci dato la possibilità di visionare Gli eroi di Casamiya per le selezioni del 25mo Torino Film Festival. Siamo spiacenti di informarti che il film non è stato selezionato.

Speriamo di poter collaborare in un’altra occasione. Ti preghiamo quindi di tenerci informati sui tuoi progetti futuri.

Ti ringraziamo nuovamente per l’interesse dimostrato nei confronti del festival.

Cordiali saluti,

Nanni Moretti
Direttore”

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07th Ott 2007

odore di marcia

paceDa poche ore è terminata la marcia Perugia-Assisi, tradizionale appuntamento con la Pace giunto alla sua 17esima edizione. I diritti del popolo birmano, il ricordo di Anna Politkovskaja, la tragedia del Darfur, la lotta contro tutte le mafie tutti insieme a manifestare e questo è bello, molto bello. Le Badhole sono per la pace, l’amore e anche per un po’ di rock and roll se capita, però c’è qualcosa che stona in sta marcia secondo me. Due aspetti soprattutto mi lasciano un po’ perplessa: uno riguarda la coerenza delle persone e l’altro, manco a dirlo, la ridicolaggine dei politici.Partiamo dal primo aspetto, la coerenza. Lo slogan ufficiale della marcia di quest’anno era “tutti i diritti per tutti”, bello, mi piace, sottoscrivo in pieno. Bello anche intravedere dietro quello slogan persino le associazioni di scout e le Acli che solo pochi mesi prima erano scesi in piazza al Family Day per evitare che tutti questi diritti arrivassero proprio a tutti tutti, o sbaglio? Quindi, se ho ben capito, il messaggio più coerente avrebbe dovuto essere “tutti i diritti per tutti…basta che siano lontani da me” perché certo voglio che in Birmania abbiano i loro diritti, voglio che in Russia abbiano i loro diritti, voglio che in Darfur abbiano i loro diritti però non voglio che li abbiano i miei vicini di casa, quei due ragazzi sempre eleganti, uno un po’ troppo effemminato a dirla tutta.Della seconda questione ho un po’ di pudore a parlarne perché parlare dei politici italiani è un po’ come sparare sulla Croce Rossa da dietro, ma tant’è, l’occasione è troppo ghiotta. Da almeno 3 anni i TG intervistano Diliberto felice mentre marcia per la pace nel mondo e lui tutti gli anni, puntuale come la tassa raccolta rifiuti, dichiara giustamente: “tutta questa gente qui oggi chiede che vengano ritirate le truppe in Iraq”. Ora io dico, pazienza gli anni prima, ma ora, piccolo balengo saccente, sei al Governo potresti per cortesia darti una mossa anziché fare ste dichiarazioni? Cosa si aspetta a farle tornare ste truppe? Devono andare a riprendersele i cittadini caricando tutti sulle loro Panda? No, perché, basta saperlo, uno si organizza, chessò, ribalta i sedili posteriori per far spazio all’artiglieria pesante.Insomma viva la pace, viva i diritti però a volte mi torna su un odore di marcia e siccome sono stanca di tapparmi il naso, lo scrivo qui.

 

 

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28th Set 2007

c’è clero e clero evidentemente

rosso.jpgin Birmania i monaci scendono in piazza, scalzi, e non c’è nemmeno un embrione da difendere, ci sono persone, idee di democrazia e di libertà.

il clero cattolico invece, calzando scarpe Prada, lancia anatemi contro la libertà d’amare, di vivere e morire con dignità.

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07th Ago 2007

Beautiful!

beautiful.jpgMassimo Marone aveva sposato una sua sorellastra per parte di padre. Marone ha inoltre un figlio da una donna delle pulizie, e poi lo caccia da casa per la gelosia della moglie. Nick, nipote (figlio del fratello) di Marone, procrea con entrambe le proprie figlie. Thomas, nipote (figlio del figlio) di Erik ha due mogli che sono fra loro sorelle. Ridge, figlio di Erik, va a letto con la concubina del padre. Thorne, altro figlio di Erik, ha due figli dalla nuora. Clarke viene cacciato dalla Forrester perché si rifiuta di procreare con la vedova del fratello e avvia un’attività ‘in proprio’ fuori Los Angeles.

Ma no no no, l’intreccio e molto verosimile ma non è proprio così!
Mia nonna che guarda Beautiful lo sa.
Mmm… Mettiamo i nomi veri allora:

Abramo aveva sposato una sua sorellastra per parte di padre. Abramo ha inoltre un figlio da una schiava, e poi lo caccia da casa per la gelosia della moglie. Lot, nipote (figlio del fratello) di Abramo, procrea con entrambe le proprie figlie. Giacobbe, nipote (figlio del figlio) di Isacco ha due mogli che sono fra loro sorelle. Reuben, figlio di Giacobbe, va a letto con la concubina del padre. Giuda, altro figlio di Giacobbe, ha due figli dalla nuora. Onan venne punito perché si era rifiutato di procreare con la vedova del fratello e si era dato ad attività ‘in proprio’.

Ma cacchio! E’ la Bibbia!! L’Antico Testamento!
Certo che si davano da fare i Patriarchi… Tutto questo è molto “Beautiful”.
Mi viene un po’ da ridere quando ‘qualcuno’ si scaglia contro le soap spazzatura e chiede più moderazione e moralità. Tutti gli intrecci possibili sono stati scritti molto ma molto prima che fosse inventata la televisione. Sai che novità.
Mi viene anche un po’ da ridere per i poveri residenti di Sodoma e Gomorra sottoposti alle pene di un fuoco eterno per qualche misero (e presunto) atto di sodomia, mentre tutt’intorno a loro dei veri macho men (poligami) si accoppiavano in maniera isterica con qualsiasi cosa fosse dotato di sesso femminile e, presumibilmente, respirasse: figlie, nuore, cognate, sorellastre, donne delle pulizie – pardon schiave – ecc.; senza, peraltro, suscitare la minima ira divina.
Ma infondo, perché arrabbiarsi. Erano solo donne.
Io non avrei pagato più l’ICI per protesta. Ecco.

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18th Giu 2007

la bandiera della laicità

prideUn po’ in ritardo postiamo questo articolo di Michele Serra e, a breve, il racconto del perché le BADhOLE erano al Pride sabato 16 giugno a Roma.

di Michele Serra

“Se oggi potessi essere a Roma andrei al Gay Pride. E non per solidarietà “da esterno” a una categoria in lotta. Ci andrei perché, da cittadino italiano, riconosco nei diritti degli omosessuali i miei stessi diritti, e nell’isolamento politico degli omosessuali il mio stesso isolamento politico. Ci andrei perché la laicità dello Stato e delle sue leggi mi sta a cuore, in questo momento, più di ogni altra cosa, e ogni piazza che si batta per uno Stato laico è anche la mia piazza. Ci andrei, infine e soprattutto, perché, come tantissimi altri, sono preoccupato e oramai quasi angosciato dalle esitazioni, dalla pavidità, dalla confusione che paralizzano, quasi al completo, la classe dirigente della mia parte politica, la sinistra.
Una parte politica incapace di fare proprio, senza se e senza ma, il più fondante, basilare e perfino elementare dei princìpi repubblicani: quello dell’uguaglianza dei diritti. L’uguaglianza degli esseri umani indipendentemente dalle differenze di fede, di credo politico, di orientamento sessuale. Ci andrei perché ho il fondato timore che la nuova casa comune dei democratici, il Pd, nasca mettendo tra parentesi questo principio pur di non scontentare la sua componente clericale (non cattolica: clericale. I cattolici sono tutt’altra cosa).
Ci andrei perché gli elettori potenziali del Pd hanno il dovere di far sapere ai Padri Costituenti del partito, chiunque essi siano, che non sono disposti a votare per una classe dirigente che tentenni o peggio litighi già di fronte al primo mattone. Che è quello della laicità dello Stato. Una piazza San Giovanni popolata solamente da persone omosessuali e transessuali, oggi, sarebbe il segno di una sconfitta. Le varie campagne clericali in atto tendono a far passare l’intera questione delle convivenze, della riforma della legislazione familiare, dei Dico, come una questione di nicchia.
Problemi di una minoranza culturalmente difforme e sessualmente non ortodossa, che non riguardano il placido corso della vita civile di maggioranza, quella della “famiglia tradizionale”. Ma è vero il contrario. L’intero assetto (culturale, civile, politico, legislativo) dei diritti individuali e dei diritti di relazione riguarda il complesso della nostra comunità nazionale. La sola pretesa di elevare a Modello una sola etica, una sola mentalità, una sola maniera di stringere vincoli tra persone e davanti alla comunità, basta e avanza a farci capire che in discussione non sono i costumi o il destino di una minoranza. Ma i costumi e il destino di tutti.
Ci andrei perché dover sopportare gli eccessi identitari, il surplus folkloristico e le volgarità imbarazzanti di alcuni dei manifestanti è un ben piccolo prezzo di fronte a quello che le stesse persone hanno dovuto pagare alla discriminazione e al silenzio. E i peccati di orgoglio sono comunque meno dannosi e dolorosi delle umiliazioni e dell’autonegazione. E se la piazza dovesse essere dominata soprattutto da questi siparietti, per la gioia di cameraman e cronisti, la colpa sarebbe soprattutto degli assenti, che non hanno capito che piazza San Giovanni, oggi, è di tutti i cittadini. Se ci sono pregiudizi da mettere da parte, e diffidenze “estetiche” da sopire, oggi è il giorno giusto.
Ci andrei, infine, perché in quella piazza romana, oggi, nessuno chiederà di negare diritti altrui in favore dei propri. Nessuno vorrà promuovere un Modello penalizzando gli altri. Non sarà una piazza che lavora per sottrazione, come quella rispettabile ma sotto sotto minacciosa del Family Day. Sarà una piazza che vuole aggiungere qualcosa senza togliere nulla.
Nessuna “famiglia tradizionale” si è mai sentita censurata o impedita o sminuita dalle scelte differenti di altre persone. Nessun eterosessuale ha potuto misurare, nel suo intimo, la violenza di sentirsi definire “contro natura”. Chi si sente minacciato dall’omosessualità non ha ben chiaro il concetto di libertà. Che è perfino qualcosa di più del concetto di laicità.”

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05th Giu 2007

Votaci e vedrai

festival_milano.jpgRisate e applausi domenica pomeriggio per Guerra e Pacs al Festival di Milano.
Italia-Francia un bel programma di corti tutti al femminile che alternava, appunto, corti di autrici italiane con quelli di autrici francesi.
Due note. La prima: le produzioni italiane hanno meno soldi, si vede.
La seconda: non so se a causa di una nuova piacevole tendenza o a causa della mano dei selezionatori, abbiamo scoperto che le autrici italiane hanno voglia di parlare di se stesse e del mondo attorno a loro con la chiave dell’ironia e dell’autoironia. Era ora!
Una piccola nota (polemica) di postilla: complimenti agli organizzatori del Festival a Milano che hanno riservato spazio in programma a tanti autori italiani e a tante produzioni di donne italiane; purtroppo, questa è una cosa assai rara nel panorama dei Festival nostrani in generale, che suona ancor più triste se i festival sono a tematica GLBT…

Comunque, bando alle ciance: sul sito del Festival si può votare!
Andate e pigiate!! Siamo ghiotte di stelle, otre che di generi alimentari ad alto contenuto calorico…

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17th Mag 2007

l’omofobia è contronatura

finocchiooggi, 17 maggio, è la giornata mondiale contro l’omofobia, l’appuntamento a Torino è in Piazza Castello ore 21.00

penso non ci sia altro da aggiungere

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