30th Mar 2010

Giorno 1 D.C. (dopo Cota)

caro_diario.jpgMartedì 30 marzo primo giorno in padania

Caro diario,

sono stata sveglia fino alle 2.00 per seguire i risultati elettorali e poi fino alle 4.00 perché non ci potevo credere, alle 7.00 è suonata la sveglia, mi sono trascinata in bagno, la mia faccia allo specchio era..verde!
per tutta la mattina non sono uscita di casa, non volevo uscire, metti che li incontro pensavo cosa faccio? Cosa dico? Con che coraggio guardo in faccia i miei concittadini? Tutti quei leghisti, fascisti, razzisti, omofobi, puttanieri, ignoranti sono qui, attorno a me! Aiuto! Mi rintano in casa, per 5 anni almeno.
Cazzo però devo andare a lavorare, prendo coraggio, mi vesto anche se fatico a trovare qualcosa che si intoni alla mia faccia verde.
Esco e per i primi metri non guardo in faccia nessuno, poi li cerco, poi li fisso: maledetti fatevi riconoscere almeno.
Mi rintano in un centro giovani, sarò al sicuro almeno lì: musicisti, punkabbestia, cannaioli, qualche tamarro interessato solo al calciobalilla, olimpionici della briscola. Sono tranquilla e poi improvvisamente arriva lui: piccoli qualunquisti crescono. “Sono contento di come sono andate le elezioni era ora di cambiare un po’ basta con questi comunisti, e tutti sti immigrati fuori dai coglioni” tutto con fortissimo accento meridionale e mentre con un coltellino incideva sul tavolo Tony frocio!

2 Responses to “Giorno 1 D.C. (dopo Cota)”

  1. Paola Says:

    Ho provato una forte sensazione di sconfitta.
    Mio padre mi ha raccontatodi quando, 13enne mi spiegò in cosa consisteva la lega nord, e io gli risposi che sarebbero rimasti in 3….. sbagliavo.
    Sono molo preoccupata per la nostra città. Molto.

  2. silviavideo Says:

    Ho fatto due conti… il 60,6% degli elettori non è andato a votare o ha annullato la scheda. Il 31,9% ha votato Bresso o gli altri. Solo il 28,7% ha votato Cota.
    In realtà “l’amore” che sprigionano ci governa ma non ci circonda… ciò che ci circonda è soprattutto l’indifferenza o la resa rispetto alla possibilità di essere governati da gente decente. Che forse è anche peggio.

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