Archive for Ottobre, 2009

27th Ott 2009

minoranza al cubo

mummia03.jpgVado, non vado, vado, non vado, ma mi si nota di più se vado e voto Fini o se non vado proprio? Vado, non vado, vado, non vado, ok vado.
E sono andata
Che all’inizio mi son detta: ma io mica sono del PD che ci vado a fare? Sarebbe come se andassi ad esprimere la mia opinione riguardo al parroco del paese (paragone a pensarci bene nemmeno troppo lontano), chi se ne importa? Decidano un po’ loro da che cilicio vogliono essere guidati. Ho anche pensato che, come al solito, sarei andata a “decidere” una roba già decisa (che se uno nel PD è sostenuto da D’Alema è un po’ come se nel campionato italiano una squadra fosse sostenuta da Moggi) Poi ho pensato che questo esercizio di democrazia poteva essere un’occasione, che la persona che più mi ispirava magari non era proprio quella giusta (con quel carisma da criceto morto) ma era giusta l’idea, l’idea di qualche cosa di nuovo per davvero, di europeo, di laico, qualche cosa che non sapesse di sconfitte già viste e di muffa di sezione (PCI o DC) e, cosa affatto secondaria, l’unico che pareva essersi accorto della mia esistenza “contronatura”.

Datemi 2 euro e vi cambierò l’Italia.
Davanti alla sezione in cui ho votato c’era la coda e anche bella lunga, giovani però pochini pochini e quei pochi avevano tutta l’aria di essere appena usciti dall’oratorio lì vicino e di doverci tornare per l’ultimo giro di Do prima della merenda.
Madonna, mi sono detta, andiamo bene, non mi sento rappresentata nemmeno dalla fila figuriamoci dai candidati che su quella scheda mi sarebbe piaciuto trovare ad esempio il nome di una donna.
Ma non mi sono scoraggiata: resistere resistere resistere, non si può sempre solo criticare.
E ho votato (non per Fini)
E ho perso
E che palle.

Il giorno dopo mi sono risvegliata minoranza della minoranza della minoranza (minoranza al cubo) e circondata da persone evidentemente prive di olfatto tanto non solo da non sentirla questa puzza di vecchio ma addirittura da considerarla aria fresca e nuova!
Ma anche persone intelligenti dico, ma cosa è successo? Quando è successo? Probabilmente è stato in quella settimana in cui sono stata a New York che mentre io mi beavo in tutto quel luccichio obamico (?) qua in Italia una nube tossica entrava nei cervelli dei piddini (?).
Non si spiega altrimenti come si faccia a considerare nuovo e alternativo uno come Bersani (e non il cantante!).
Ma questa gente capace che quando va al museo egizio crede di essere al MoMa.

Ma io al MoMa ci voglio andare per davvero che è dalla terza elementare che mi fanno vedere ste mummie.

..in un recinto chiuso non ci sto, oh no …
né con la destra, ma nemmeno col PD
che bestia, che bestia..

poppò pero poppò perooooooooo

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26th Ott 2009

viola di mare, viola da amare?

viola-di-mare.jpgParto con una domanda:
raccontare una storia d'amore gay è uguale a raccontare una storia d'amore eterosessuale? Le dinamiche, l'evoluzione emotiva, anche solo le pause, le modalità comunicative, la comprensione, l’esasperazione di meccanismi? Questione aperta. A voi la risposta.
Per quanto riguarda la storia in sé invece c'è da dire che sono riusciti a rendere poco credibile una storia vera.
La profondità nell'evoluzione emotiva dei personaggi è inesistente. Non un'emozione che "risuoni" vera, che mi faccia entrare lì dentro, che prenda lo stomaco, non un primo piano emozionante, in cui si legga un sottotesto.
Succedono cose, si susseguono eventi, ma potevano anche essere meno. Tutto è stato rappresentato con una superficialità degna delle affermazioni che si sentono sul tram.
In tutto il film si lanciano pietre che non fanno nemmeno un cerchio nell'acqua. Non esiste mai un rapporto causa effetto fino al finale velatamente (ma non troppo, a farci caso) cattolico. Pecchi? Una volta ti perdono, due no. Tiè.
Parliamo dell’interpretazione? Belle eh. Punto. Mi dispiace, ma punto. La profondità espressiva  abita altrove, e pure la sensualità. La scena di sesso (pure esplicita, e non fugace) suscita un pensiero tipo: "Chissà se la Solarino ha la cellulite…"
Ma… a parte questo perché mi fa incazzare? L'Italia ha buttato al cesso il primo film a tema lesbico con una grossa distribuzione e questi nomi con un film brutto che se non avesse avuto questa tematica che può fare botteghino non sarebbe uscito neanche per scherzo. Il film è brutto a priori. Ma che lo sia così tanto il primo film italiano di genere mi fa incazzare. Un bel po’.
Una cosa invece mi fa pensare: alcune donne hanno detto: "Il film è intenso, preparati a piangere, e la Solarino è bellissima".
A parte il fatto che anche io qualche lacrima l'ho versata, ma… non è così difficile far piangere: a volte bastano la musica giusta e un'immagine. La lacrima non è sempre conseguente ad un'azione drammatica forte. Basta poco, se lo si sa fare.
Per il resto mi fa pensare che c'è evidentemente così poco attorno, un vuoto comunicativo sull'argomento, un tale bisogno di sentirsi rappresentati e sentire parlare di qualcosa che vagamente ricordi la propria storia, che ci si fa bastare questo film.

A me non basta.

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NEWS: sul sito della Rete Agatergon e stata pubblicata l'intervista alle BADhOLE 

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26th Ott 2009

lo spazio che non ti aspetti

lo spazio biancoMi piace vedere i film al cinema, mi piace uscire di casa (a volte anche controvoglia) per andare al cinema, mi piace usare il mio blocchetto di biglietti pre-pagati, mi piace arrivare prima e vedere anche i trailer e le pubblicità perché anche le pubblicità sono più belle al cinema e poi, soprattutto, mi piace quando al cinema mi capita di vedere un bel film.
Ultimamente sono stata fortunata, ho visto tre bei film: l'ultimo di Woody Allen "Basta che funzioni", i Bastardi di Tarantino e "Lo spazio bianco" di Francesca Comencini.
Su Woody Allen non riesco ad essere obiettiva perché penso che sia un genio (si era solo preso una vacanza in giro per l’Europa), di Tarantino parlano sempre tutti e poi è esattamente il film che tutti ci aspettavamo da lui.

Lo spazio bianco invece mi ha stupita.
È poetico senza essere melenso, è intimo senza dimenticare il mondo che gira intorno.
Lo spazio bianco parla di vita, di morte, di attesa, di resistenze e di solitudini e lo fa senza demagogia e dando voce ad una donna non addomesticabile, per citare la grande Alda Merini.
Meravigliosa l'interpretazione della Buy, che mai come in questa occasione ho visto così convincente e ben diretta.

Che le attrici in Italia ci sono eccome, basta avere il coraggio di scrivere per loro.

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NEWS: sul sito della Rete Agatergon e stata pubblicata l'intervista alle BADhOLE  

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20th Ott 2009

baciAttrici fuori tema

caprettaEscort, parlamentari più belle che intelligenti, donne offese, gay picchiati, niente legge contro l'omofobia, ministri pericolosi, magistrati con i calzini turchesi, opposizione ridicola, primarie del PD, lost in wc, dieci domande, manifestazioni, stampa libera, mafia, papello, lodo alfano, mondadori, liberi tutti, posto fisso, fannulloni, foto con le corna…

E le BADhOLE cosa fanno?

Un cortometraggio d'amore.

Non è che abbiamo smesso di indignarci e di arrabbiarci per quello che ci circonda ma forse il nostro livello di incazzatura ha raggiunto livelli così alti che abbiamo sentito la necessità di andare un po' "fuori tema", per salvarci.
Quindi dopo esserci dedicate alle calciAttrici e alle lottAttrici siamo passate alle baciAttrici.
"La capretta di Chagall", nostra ultima fatica, parla di quanto si è ridicoli e bellissimi e tristi e felici quando si è innamorati e di come anche le donne più rock possano cadere vittime di Laura Pausini.

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