27th Ago 2009

Agata e la Libertà

agata-e-la-tempesta.jpgAgata è una bellissima bambina di 5 mesi e io l’altra notte l’ho sognata; l’ho sognata che era grande, bella e di sinistra (nel mio sogno esisteva ancora).
Nel mio sogno Agata viveva in un Paese pieno di sole, mare e libertà e anche la gente di quel Paese amava il sole, il mare pulito e la libertà, tanto che in tutto il mondo era conosciuto proprio come il popolo delle libertà.
Infatti nel mio sogno tutti erano liberi, Agata era libera di starsene in pace sulle spiagge bellissime del suo Paese senza che nessuno la disturbasse non so per assurdo arrivando con un Suv; era libera di leggere al sole nei parchi e nelle piscine della sua città vestita o svestita come voleva; era libera di fermarsi davanti ad una discoteca a baciarsi con chi le pareva perché anche se davanti ad una discoteca non è il posto più romantico del mondo si sa che quando ti viene voglia di un bacio mica stai a guardare dove sei.
Nel mio sogno Agata era libera di essere cittadina del Paese che più le piaceva e lei aveva scelto proprio questo e capiva benissimo perché arrivassero fin lì da tutto il mondo, con ogni mezzo possibile ed impossibile per stare proprio lì dove lei aveva avuto la fortuna di nascere.

Poi, ad un certo punto del sogno, non so se per colpa della peperonata della sera prima, arriva qualcuno, un industriale, un mafioso, un Calderoli o uno svastichella qualsiasi, che tenta di togliere ad Agata le sue libertà e allora si scatena un putiferio mai visto (questo si senz'altro colpa della peperonata), gente che urla, che protesta, tutti incazzati che dicono: "Ma come? Siamo o non siamo il popolo delle libertà?".
E Agata, che è pure di sinistra, si incazza più degli altri e scende in piazza con i suoi amici e tutta la sua bellissima famiglia e le sue libertà se le riprende eccome.

A quel punto il sogno finisce, io mi sveglio nell'afa di un italico agosto sudata e felice e la prima cosa che faccio è chiamare a casa di Agata per raccontare il sogno alle sue due mamme:
- pronto
- ciao ragazze come state?
- ciao. Un disastro, Agata ha avuto gli incubi tutta la notte si è addormentata solo ora
- accidenti proprio oggi che dovete partire
- eh si, 18 ore di traghetto fino a Barcellona
- vedrete che una volta là dormirà bene. E pure voi.

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