16th Ott 2008
a proposito di classe
C'è in giro un'aria strana. Una puzza di razzismo, machismo, fascismo.
Si sente nelle finte riforme, nei discorsi sul tram, nelle pubblicità alla TV. Il bambino diligente porta il grembiulino, la brava mamma sta a casa, il patriota fa il saluto romano.
E le donne?
Le donne hanno come massima aspirazione sentirsi dire che hanno ascelle bellissime. Si perché la donna di classe certe cose non le fa, quella che gira in mercedes per esempio.
Torniamo ad essere donne vere: non radiamoci i capelli, portiamoli lunghi e vaporosi; non beviamo dalla bottiglia, al massimo sorseggiamo un lucano; non alziamo la voce se cercano di metterci sotto quando attraversiamo sulle strisce, anzi meglio se la nostra voce non la facciamo sentire affatto; non leggiamo il giornale sedute su una panchina, tutt'al più sfogliamo distrattamente Diva&Donna dal parrucchiere; non giochiamo a dadi (ma chi gioca più a dadi?), al massimo usiamoli per preparare il brodo; non incontriamoci su un ponte a meno che non si abbiano precise tariffe ma anche in quel caso chi ci crediamo di essere? Ministro? E poi smettiamola di fare l'occhiolino alla prima fighetta che passa, torniamo ad essere donne vere, perdio, eterosessuali non pervertite contronatura.
C'è in giro un'aria strana.
Una puzza di Italia di cui mi vergogno.
Meno male che le patate continuano a comprarle le donne.
Quelle con tanto selenio, per farci diventare tutti più intelligenti.
Speriamo.

Sì agghiacciante. Gran bella pubblicità , che riconosce finalmente un modello di femminilità unico e universale, che va a braccetto con il maestro unico, l’informazione unica, il pensiero unico ecc. ecc.
L’imperativo degli spot (che sono la carta di tornasole della nostra società) è “semplificare e appiattire”, così tutti possono capire bene bene e non rimanere indietro. E così sulla falsariga di dello spot Mercedes c’è anche quello della Golden Lady: una tipa, probabilmente una stimata accademica (nuda!) gira per una biblioteca. E’ molto studiosa (ha gli occhiali) e ci dice che per poter studiare gli uomini (ma chi le avrà finanziato sta ricerca??) ha fatto tutta una serie di cose antitetiche rispetto all’essere una femmina vera, fra cui: dire le parolacce, staccare la coda alle lucertole (!!!), tirare i sassi alle finestre, giocare a biliardo ecc.
Se gli studiosi sono questi capisco perché la nostra università va a rotoli, ma soprattutto… che uomini conosce sta qua???
Dove avrà fatto le elementari? Ecco le drammatiche conseguenze dei traumi da bullismo…
PS. Forse è pensando a questa tipa che il nostro Ratzi ha tuonato contro gli “scienziati guidati dai facili guadagni”. Ma d’altra parte cosa deve fare una povera precaria della ricerca per sopravvivere? Con l’aria che tira il contratto non glielo rinnovano di certo, per strada non può stare per via del decreto Carfagna… più che girare nuda per la biblioteca di Facoltà cercando di adescare qualche barone non vedo che speranze abbia di arrivare alla fine del mese…
mo dai l’è una publicità la fnes lè.
hai ragione pataca ma infatti noi ci ridiamo un po’ sopra non ci prendiamo poi così sul serio come può sembrare è che l’astio ci stimola la creatività