07th Ott 2008

dancing queens

mammamia-bed.jpgOk, lo ammetto, ho un debole per i musical.
Mi piacciono l'inventiva e le trovate di cui sono zeppi, massima espressione della fantasia creativa.
E così ieri sera sono andata a vedere Mamma miahere I go again my my, how can I resist you?
Le critiche (boh!) dicono che non è un film del tutto riuscito ma in realtà Mamma mia è molto di più di un musical… è un manifesto delle pari opportunità.
Il film è praticamente "tenuto su" da tre splendide sessantenni: una tiratissima Christine Baranski, una buffissima Julie Walters (l'insegnante di danza di Billy Eliot) e un gigante… una Meryl Streep in forma spettacolare.
Tre donne che se facessero le attrici in Italia potrebbero aspirare forse al teatro e a qualche comparsata insieme a Virna Lisi in una fiction MediasetRai che parla di dddddonne.
Perché si sa, qui se non sei un'ex velina da film di Natale, una trentenne belloccia isterica che sbatte le porte in un interno mucciniano o una liceale gnocca che attacca luchetti ai ponti e ammicca a uomini quarantenni, c'è rischio di non trovare un ruolo nemmeno da fidanzata/amante/mamma del protagonista di turno.
Unica speranza: essere la compagna/moglie di uno stimato regista-autore da festival che scrive uno straccio di storia per te e convince er produttò de turno a mettecce lì sordi aho!
In questo scoppiettante film, invece, le stagionate battono le giovani 10-0 per personalità ed energia e sono i tre maschioni (Colin Firth, Pierce Brosnan e Stellan Skarsgård), per una volta, ed essere "i fidanzati (o meglio gli ex fidanzati) di".
Poi, incredibile ma vero, qualcuno ha addirittura messo dei soldi per un film scritto da una donna, Catherine Johnson, e diretto da una donna, Phyllida Lloyd… una regista inglese di opera e teatro che è passata dallo spazio del palcoscenico della Medea a una regia cinematografica ariosa e piena di "voli" (grande per altro l'idea di ambientare il tutto in Grecia).

Comunque… se pensate che quella delle pari opportunità sia tutta una baggianata perché da noi il problema non si pone e persino le subrette possono diventare Ministri, consiglio ugualmente di vedere il film: la scena di Dancing Queen sul molo e la bellezza della Streep in The Winner Takes It All valgono il prezzo del biglietto.
Senza contare l'esperienza di vedere quello stoccafisso di 007Brosnan vestito da re del dancefloor anni '70… massimo rispetto agli ABBA.

Solo quando vedrò un film così con Ottavia Piccolo, Mariangela Melato e Anna Bonaiuto sarò davvero felice di aver speso 7,50 euro per un film italiano.

7 Responses to “dancing queens”

  1. laSte Says:

    thank you for the music, the songs I’m singing.. thanks for all the joy they’re bringing… who can live without it, I ask in all honesty..what would life be?? :-))

  2. silviavideo Says:

    Huge Ste! How many you know!?
    (trad: Grande Ste! Ma quante ne sai!?)

  3. laSte Says:

    a bott! (trad: un botto!) :-)

  4. giusti Says:

    è vero, l’interpretazione della Streep di The winner takes it all da sola vale tutto il film.. e io mi sono anche commossa. Anche perchè il testo è tutt’altro che banale, anzi, nella sua semplicità è autentico, vero, emozionante

  5. milena Says:

    MAMMA MIA quanto mi sono commossa e quanto mi sono divertita!

    p.s. secondo me le donne oltre a comprare le patate al selenio dovrebbero fare più film (come attrici, registe, sceneggiatrici..), che ne dite? ;)

  6. pataca Says:

    luchetto con 2 c
    subrette =soubrette
    per altro=peraltro

    per il resto ta jè rason

  7. milena Says:

    wow pataca, una maestra ancora salva dalla gelmini?
    grazie per la matita rossa&blu ma..patacca non è con 2c? :D

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