Archive for Luglio, 2008

21st Lug 2008

ici naquit

icinaquitaudry.jpgIn fuga dall'afa torinese sono andata a godermi un po' del luglio 'autunnale' di Bruxelles.
Appena fuori dall'aeroporto mi imbatto in un cartellone che a caratteri cubitali da il benvenuto ai nuovi arrivati: "Welcome in Belgium, home of the French fries".
Il Belgio un paese un ossimoro! E' come se a Fiumicino campeggiasse: "Benvenuti in Italia, patria del salame ungherese" o, chessò, fuori Pechino leggessimo "Benvenuti in Cina, la casa del Cuba libre".
Vabè. Capisco, da questo e da altro, di essere atterrata su un pianeta alquanto bizzarro. Bruxelles (almeno a prima vista) è il simbolo dell'Europa a cui per tanti aspetti vorrei appartenere per davvero. La città in cui vengono ratificati quei simpatici Regolamenti, nostra unica speranza per avvicinarci ad essere un Paese civile. Quella multiculturale in cui tutti pagano il biglietto sul bus, fanno salamelecchi (ricambiati) all’autista e se devono bisticciare lo fanno a bassa voce. La città dei negozi-boutique con signorine in livrea e guanti bianchi che con un gesto che ha del rituale passano le fragole sotto cascate piramidali di cioccolato fondente… insomma se la storia delle French fries dovesse tramontare i belgi potrebbero sempre spacciarsi per i kebabbari del cioccolato.
In definitiva tanto ordine; forse poca 'passione'.
Ma, come sempre, l'emozione viene a sorprenderti nei posti più inaspettati.
In cerca di un locale imboscato per la cena, in una viuzza del tutto anonima mi trovo a sorpresa di fronte a questa targa: "Ici naquit le 4 mai 1929 la comedienne Audrey Hepburn".
Mentre la mia collega enogastronomica si lancia in uno sprint finale per fregare il tavolo a una coppietta di fidanzatini, io rimango lì.
Ferma.
Alzo gli occhi.
Cacchio. Qui è nata LA AUDREY.
Un pezzo di cinema e del suo immaginario mi piomba in testa come caduto dal quarto piano. Mi vengono in mente tutte le sue foto e i suoi talleurini, lo sguardo un po' assente e il suo sorriso.
Ma soprattutto c'è lei che fischia per fermare il taxi, lei prima di tutte e con più stile di tutte quelle venute dopo.
Guardo quella casa di mattoni. Come un riflesso condizionato mi arrivano in testa le note di Moon river e un po' mi commuovo a pensarla seduta sul davanzale della finestra.
Che bello il cinema.
Se Moon river non l'avesse cantata lei, in quel modo così triste ed elegante anche con l'asciugamano in testa, Henry Mancini avrebbe mai vinto l'oscar per la miglior canzone?

Paul: Sono innamorato di te.
Holly: E poi?
(Colazione da Tiffany, 1961)

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09th Lug 2008

senza parole

sabguz.jpgHa detto tutto lei. Splendido.

Sabina Guzzanti - No Cav - Parte 1/3
Sabina Guzzanti - No Cav - Parte 2/3
Sabina Guzzanti - No Cav - Parte 3/3

“Le cose cambiano quando c’è un popolo che è pronto e un leader che è pronto”
(José Marti)

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