Non so come funzioni nelle altre città, qui a Torino abbiamo Torinosette che è un settimanale con tutti i consigli su cosa fare durante la settimana (libri, musica, tv, arte, teatro, cinema…);
ecco il Vaticano secondo me è tipo una roba del genere però all’incontrario: ci sono gli (S)consigli.
Questo libro è meglio se NON lo leggi, questa canzone NON ascoltarla, questo programma tv NON lo seguire, questa mostra NON sa da fare, questo comico NON deve parlare, questo film NON lo guardare.
E’ così da sempre ora però il settimanale del Vaticano non solo sconsiglia ma riscrive anche le sceneggiature.
Il responsabile della Cei per la pastorale giovanile, don Nicolò Anselmi, critica la scena d’amore in Caos Calmo e prova anche a riscriverla:
“da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari - scrive don Anselmi - mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio”. Il sacerdote è deluso per la “scena erotica pesante” e alla quale, lamenta, il Tg1 ha dedicato “molti minuti” lasciando solo “pochi secondi alla guerra civile in Kenia”.
Ora, sorvoliamo sul fatto che Moretti non è il regista di questo film ma l’interprete e questo un intenditore di cinema come don Nicolò Kubrick dovrebbe saperlo; tralasciamo anche la sottile vena maschilista del comunicato che descrive Moretti (uomo) come “coraggioso e idealista” mentre la Ferrari (donna) non è nulla di più che “un volto sensibile e delicato”; non mi soffermo nemmeno troppo sull’antico adagio “si tromba solo per procreare” che fa ridere anche solo a pensarlo, ma è l’ultima affermazione del nostro cinefilo prelato a farmi dubitare della sua buona fede.
Secondo una recente ricerca diffusa nei giorni della fantomatica censura alla Sapienza, il Papa, da che è stato eletto, e gli esponenti della chiesa cattolica sono stati presenti al Tg1 per 26 ore e 35 minuti che sono ben più di “molti minuti” e infinitamente più di “pochi secondi”. 26 ore e 35 minuti durante i quali il buon don Anselmi non si è mai ricordato della guerra civile in Kenia, forse era occupato a riscrivere la sceneggiatura del prossimo film di Woody Allen?
Tutta questa ipocrisia e questa invadenza sono francamente intollerabili, mi piacerebbe che nella campagna elettorale che ci apprestiamo a subire qualche “cosa rossa” come Mummia Bertinotti o “cosa giallo-rossa” come Super Walter alzi il naso dalle sue scarpe, si accorga del mondo intorno e riporti un po’ di dignità e laicità a questo paese-seminario. Ma so che la mia è solo un’utopia ridicola perché sento un forte odore di “cosa marrone” nel nostro futuro.