08th Gen 2007

Riservato

Gentile Signora Amministratrice, durante il periodo pre-natalizio, tutta presa dalla frenesia del regalo e accanita alla rabbiosa ricerca di un parcheggio, la nostra intrepida regista si è imbattuta in questo singolare cartello.

parcheggio.jpgOra, di per se già sarebbe abbastanza surreale da scatenare alcune polemiche osservazioni, ma se vi diciamo che questo cartello troneggia nel parcheggio di una nota multinazionale svedese del mobile e della polpetta (tutte e due per altro con il medesimo sapore), le osservazioni del caso si fanno molteplici. La multinazionale in questione è da sempre considerata all’avanguardia nella concezione della casa e delle persone che la abitano, basta ricordare i primi cataloghi che ci venivano distribuiti dove imperversavano famiglie multietniche (con mamma biondissima, papà clone di bob marley e nidiata di figli inspiegabilmente con gli occhi a mandorla), gruppi di donne impegnate in un happy hour sul divano KLIPPAN, uomini con il grembiulino aggirarsi felici tra le sedie ROBERTO e poi spazi concepiti per chi vive da solo e insomma tutta una serie di… di… di… FAMIGLIE possibili che ci faceva desiderare di viverci davvero in quel catalogo perché sì dovevi adattarti a chiamare gli oggetti con nomi cretini, spesso impronunciabili e pieni di consonanti ma almeno avevi la sensazione di vivere in un posto civile e non in quella succursale del seminario che è l’Italia. E poi cosa è successo? Com’è che all’improvviso la FAMIGLIA è solo più quella cosa lì che c’è sopra il cartello? Perché non ci sono dubbi lì ci sono disegnati un papà (che porta i pantaloni), una mamma (che ha la gonna e spinge una carrozzina), e un primogenito (presumibilmente maschio perché uguale al papà solo più basso). Per curiosità vado a vedere l’ultimo catalogo e anche lì la FAMIGLIA è solo più quella cosa lì, proprio uguale uguale al cartello nel parcheggio. La mamma è sempre biondissima e se il papà è nero si è comunque tagliato i capelli e guarda un po’ di storto la mamma (perché forse si è accorto che c’è qualcosa di strano se i figli hanno gli occhi a mandorla), il divano KLIPPAN c’è sempre però ospita uomini senza grembiule che urlano invasati guardando la partita in tivvù e tra i fornelli e le sedie ROBERTO è tornata una donna da sola che cucina le polpette di compensato.

Insomma, qui nella colonia pontificia anche gli svedesi si devono adattare e invece di essere loro a “contagiarci” laicamente siamo noi che spargiamo il nostro bigottistico punto di vista del mondo fastidioso come la polvere sugli scaffali IVAR.

E comunque per la cronaca la regista ha rapito un bambino dal vicino ipermercato ed ha parcheggiato urlando “MIO MARITO ARRIVA SUBITO, SI E’ SOLO FERMATO AL SEMAFORO A PESTARE IL LAVAVETRI!” tutti l’hanno lasciata passare guardandola compiaciuti: UNA VERA FAMIGLIA ITALIANA!

12 Responses to “Riservato”

  1. leòn Says:

    eh? o.O”

  2. ste Says:

    ahahahahah mi fai schiantare

  3. angelo Says:

    beh, pure quella è una famiglia possibile. E poi chissà cosa c’è sotto quella gonna… he he he
    Comunque le polpette sono più gustose dei mobili, li ho assaggiati…

  4. milena Says:

    dici bene angelo: è ANCHE quella, non SOLO quella…sputa subito quella mensola! :)

  5. Lalla Says:

    buongiorno ragassuole….
    Complimenti…Se non sembrasse una presa per il c**** (visto che oggi è il 9 gennaio …) direi il miglior pezzo letto quest’anno….

    Lalla

  6. milena Says:

    grazie Lalla, purtroppo non c’è la “faccina” che diventa rossa ma è come se.

    p.s. anche se è solo il 9 di gennaio non male, no?

  7. renna Says:

    A proposito di razzismo ho commentato ieri con un cappello di mamme multifigli che mi hanno chiesto di consigliare una colf, che tutte le persone che conoscono si lamentano delle colf italiane e si trovano benissimo con le signore straniere. Mi hanno risposto con sospetto che certo, però con le straniere non sai mai chi ti porti in casa … quindi immaginiamo, oltre al mio sgomento (ho sempre pensato di essere razzista!), che ne sarebbe delle vendite IKEA Italia se la famiglia fosse raffigurata in maniera diversa … Comunque anche un cagnolino e una BMW sullo sfondo non ci stavano male.

  8. milena Says:

    mmmm “un cappello di mamme multifigli” è famiglia degna di parcheggiare? forse solo se accompagnata da multimariti sulla multipla?
    rimango perplita!

  9. federica Says:

    li ricordo anche io i primi cataloghi… effettivamente QUALCOSA E’ CAMBIATO. …ben presto le cucine inizieranno ad avere nomi di donna… e sarà la fine.

  10. panda Says:

    ma poi, se invece sono una vecchia col bastone, o una zia col nipotino, non ho diritto al parcheggio vicino? ma perché le famiglie devono parcheggiare vicino? mah…

  11. milena Says:

    sisi, zia con nipotino parcheggio vicino ne hai diritto eccome fa pure rima!

    ciao panda :)

  12. lucy Says:

    eh sì, davvero un bel pezzo.

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