Archive for Gennaio, 2007

22nd Gen 2007

the science of sleep

arte sogno.jpgKa sogna ad occhi aperti, non sogna di notte ma troppo spesso lo fa di giorno e “l’arte del sogno” l’ha destabilizzata (come se lei fosse mai stata “stabile”!).

Se anche voi vivete così andate a vedere questo film. Le Badhole ci andranno anche perché così quando saranno famose e Marzullo le inviterà potranno rispondere alla terribile domanda “la vita è sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?”

milena.

Posted in segnalazioni | 10 Comments »

18th Gen 2007

Diritto di ruga

antietàIn Italia vige ormai da un po’ di anni la predilezione per il “vecchio” e l’antico ad oltranza. Un Parlamento di incartapecoriti, un Governo che anziché a Caserta dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di riunirsi a Villa Arzilla, sedicenti manager fermi al feudalesimo, professori universitari che farebbero una figura migliore dentro un sarcofago al museo egizio piuttosto che dietro una cattedra. L’Italia insomma è una Repubblica fondata sul Vintage. Tutto questo gusto del retrò sparisce però magicamente quando si tratta di donne. E’ una storia risaputa che un uomo con la ruga è interessante mentre una donna è solo vecchia e farebbe meglio a mandarle via ste rughe antiestetiche che si ritrova. Le donne devono essere belle, giovani, sexy, prestanti, aitanti, con adeguato stacco di coscia e giro vita. Niente diritto di ruga per noi.

Prendiamo le attrici per esempio: in America ai Golden Globe hanno trionfato due attrici ultracinquantenni (Helen Mirren e Meryl Streep). In Inghilterra si scrivono commedie di successo che hanno come protagoniste donne (anche in anni non più verdi, un esempio: Brenda Blethyn divertente protagonista dell’altrettanto divertente “L’erba di Grace”). Qui da noi, nel Paese del Maschio Vintage, non solo non si scrivono film per protagoniste femminili ma figuramoci poi per protagoniste femminili over 20 che non abbiano un trascorso da veline ed alle spalle una storia con un calciatore.

Mi fa una certa rabbia lo ammetto pensare che qui da noi Meryl Streep farebbe fatica a trovare un copione mentre invece la Canalis la vedo in tivvù, al cinema e in teatro! Del resto, come ci ricordava spesso il vecchio (in tutti i sensi) Presidente nano del Consiglio, le donne sono mogli, madri e poco altro, soprattutto se non sono giovani e carine.

Posted in ci fa incazzare | 8 Comments »

15th Gen 2007

Il grande Lars

 visto…voi?? 

Prendo spunto dalla segnalazione di Ka. Alcune Badhole hanno visto nei giorni scorsi l’ultimo lavoro di Lars von Trier “Il grande capo”. Certo non ci si poteva lasciar scappare l’occasione di vedere il papà di Dogma cimentarsi niente meno che con una commedia!

Il risultato è uno spassoso meccanismo labirintico con molteplici livelli di lettura: si ride, si sta male e ci si interroga. A nostro avviso un piccolo capolavoro ed una domanda che si accende: quanti registi sanno fare 10 film uno diverso dall’altro? a noi è venuto in mente solo Kubrick.

Parallelamente alla commedia danese vista sul grande schermo, non poteva mancare la solita commedia all’italiana ad opera della III Commissione di Revisione che ha vietato la visione del film ai minori di 14 anni con la seguente motivazione: “la scena esplicita e chiaramente rappresentativa di un rapporto sessuale poco coerente con l’intero contesto narrativo e di carattere molto spinto e gratuitamente volgare”.

A parte il fatto che non si capisce bene come si possa giudicare “gratuitamente volgare” una scena di sesso in ufficio e non le splendide battute rutta-peta-sputa dei delicatissimi film di Natale, ma soprattutto ci chiediamo come ci si possa permettere di parlare di “poca coerenza con il contesto narrativo” no dico ma concetti tipo “libertà di espressione artistica”? forse la stessa Commissione guardando un quadro di Picasso esclamerebbe: “togliete di mezzo quell’occhio è poco coerente con il contesto della faccia!”

milena.

Posted in abbiamo visto | 12 Comments »

08th Gen 2007

Riservato

Gentile Signora Amministratrice, durante il periodo pre-natalizio, tutta presa dalla frenesia del regalo e accanita alla rabbiosa ricerca di un parcheggio, la nostra intrepida regista si è imbattuta in questo singolare cartello.

parcheggio.jpgOra, di per se già sarebbe abbastanza surreale da scatenare alcune polemiche osservazioni, ma se vi diciamo che questo cartello troneggia nel parcheggio di una nota multinazionale svedese del mobile e della polpetta (tutte e due per altro con il medesimo sapore), le osservazioni del caso si fanno molteplici. La multinazionale in questione è da sempre considerata all’avanguardia nella concezione della casa e delle persone che la abitano, basta ricordare i primi cataloghi che ci venivano distribuiti dove imperversavano famiglie multietniche (con mamma biondissima, papà clone di bob marley e nidiata di figli inspiegabilmente con gli occhi a mandorla), gruppi di donne impegnate in un happy hour sul divano KLIPPAN, uomini con il grembiulino aggirarsi felici tra le sedie ROBERTO e poi spazi concepiti per chi vive da solo e insomma tutta una serie di… di… di… FAMIGLIE possibili che ci faceva desiderare di viverci davvero in quel catalogo perché sì dovevi adattarti a chiamare gli oggetti con nomi cretini, spesso impronunciabili e pieni di consonanti ma almeno avevi la sensazione di vivere in un posto civile e non in quella succursale del seminario che è l’Italia. E poi cosa è successo? Com’è che all’improvviso la FAMIGLIA è solo più quella cosa lì che c’è sopra il cartello? Perché non ci sono dubbi lì ci sono disegnati un papà (che porta i pantaloni), una mamma (che ha la gonna e spinge una carrozzina), e un primogenito (presumibilmente maschio perché uguale al papà solo più basso). Per curiosità vado a vedere l’ultimo catalogo e anche lì la FAMIGLIA è solo più quella cosa lì, proprio uguale uguale al cartello nel parcheggio. La mamma è sempre biondissima e se il papà è nero si è comunque tagliato i capelli e guarda un po’ di storto la mamma (perché forse si è accorto che c’è qualcosa di strano se i figli hanno gli occhi a mandorla), il divano KLIPPAN c’è sempre però ospita uomini senza grembiule che urlano invasati guardando la partita in tivvù e tra i fornelli e le sedie ROBERTO è tornata una donna da sola che cucina le polpette di compensato.

Insomma, qui nella colonia pontificia anche gli svedesi si devono adattare e invece di essere loro a “contagiarci” laicamente siamo noi che spargiamo il nostro bigottistico punto di vista del mondo fastidioso come la polvere sugli scaffali IVAR.

E comunque per la cronaca la regista ha rapito un bambino dal vicino ipermercato ed ha parcheggiato urlando “MIO MARITO ARRIVA SUBITO, SI E’ SOLO FERMATO AL SEMAFORO A PESTARE IL LAVAVETRI!” tutti l’hanno lasciata passare guardandola compiaciuti: UNA VERA FAMIGLIA ITALIANA!

Posted in reale-surreale | 12 Comments »

08th Gen 2007

I segreti di ApoCalippo

In questi giorni si è fatto un gran parlare della censura al film di Mel Gibson “Apocalypto”, ne ho discusso con alcune Badhole e volevamo parlarne anche qui sul nostro blog, stavamo cercando le parole giuste quando, venerdì 5 gennaio su La Stampa compare un articolo di Giovanna Zucconi che dice tutto quello che pensiamo e lo dice molto meglio di quanto avremmo potuto dirlo noi per cui ve lo segnaliamo (QUI) e apriamo il dibattito…

Posted in segnalazioni | 4 Comments »

03rd Gen 2007

Reale o surreale?

amministratrice.jpgCon il nuovo anno voglio inaugurare una nuova categoria per questo blog: Reale o Surreale… dov’è il confine?
I nostri corti sono tutti un po’ surreali. Ci sono famiglie sotto assedio, suore che parlano con fagioli, radio che trasmettono cronache deliranti, ragazze che raccontano la loro femminilità inseguendo una palla in un campo fangoso (e non sono veline!!).
In E’ femmina, no? la storia si svolge in un palazzo dove una terribile amministratrice, accompagnata dal suo inseparabile ‘Pastore Tedesco’, Benny XVI, affigge cartelli del tipo: “Il parcheggio interno è riservato esclusivamente alle coppie regolarmente sposate” o “vietato il giuoco della palla ai bambini figli di divorziati”.
Dario Fo (scusate l’accostamento) dice che chi fa satira deve essere surreale, ma deve anche saper accettare una maledizione: ciò che inventa quasi sempre si avvera. Luis Bunuel (riscusate l’accostamento) diceva, già trent’anni fa, che “il surrealismo non esiste più in quanto tale perché è passato nella vita”.
Com’è come non è, mi sono accorta che i cartelli della nostra amministratrice non sono affatto surreali. Al contrario sono tragicamente reali… ho cominciato a fotografarli: reale o surreale? Ogni tanto ne pubblicheremo qualcuno…
Se anche voi avete visto divieti, moniti, zone riservate che fanno rabbrividire fatecelo sapere, fotografateli, mandateceli: info@badholevideo.com. Ovviamente alla c.a. dell’Amministratrice.
Ma attenzione, non cose trovate su internet. Raccontateci solo cose viste con i vostri occhi, sperimentate sulla vostra pelle nel vostro condominio, nel vostro quartiere nei posti veri che frequentate.

“Fu il surrealismo a rivelarmi che nella vita c’è un senso morale che l’uomo non può esimersi dal considerare. Per mezzo suo ho scoperto per la prima volta che l’uomo non è libero”.
Luis Bunuel, 1954

Posted in reale-surreale | 11 Comments »